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BETA 2499.7 - Sistemi Operativi - Solaris 8: l'ultimo (clamoroso) ingresso nel mondo del freeware e opensource - Parte I | Parte II

Solaris 8: l'ultimo (clamoroso) ingresso nel mondo del freeware e opensource

    Dopo l'annuncio, fatto a gennaio, Sun Microsystem, una delle più blasonate case di produzione di Sistemi Unix professionali, fornisce l'ultima versione del suo sistema operativo, Solaris 8, a titolo gratuito. La stessa offerta è valida per Java 2 SDK e per Staroffice. , tuttavia, a differenza di quanto avviene per questi, non è possibile fare il download direttamente dal sito di Sun, cosa comprensibile, essendo Solaris costituito da circa 2Gbytes di software. Per ottenere il sistema è necessario compilare una form e richiedere la spedizione del media kit, il tutto al prezzo di 75$ più le spese di spedizione e la dogana (circa duecentocinquantamila lire).

Parte I

Valentino Orsolini Cencelli
Articolista, BETA

    Il sistema dovebbe essere anche disponibile tramite la rete di vendita di Sun in Italia, ma ogni tentativo da me fatto di ottenere il software per questa via non ha avuto esito. Una volta ottenuto il supporto è possibile intallare Solaris su di un qualsiasi numero di computer. Resta la limitazione di non potere redistribuire il Software, cioé il divieto di installare Solaris a soggetti diversi da quelli che hanno acquistato il media kit da Sun. L'offerta è valida per sistemi fino ad otto CPU, del sistema è disponibile, a richiesta, anche il codice sorgente acquistando un Media Kit allo stesso prezzo.

    Solaris è l'ultima generazione del Sun OS il sistema con cui venivano, e vengono tuttora, fornite le Workstation di Sun Microsystem su architettura proprietaria Spark. Di recente ne è stata sviluppata anche una versione per architetture basate su microprocessori Pentium con bus PCI ed interfacce EIDE e SCSI, la sua origine viene rivelata dando il comando uname -a che risponde 'Sun OS 5.8 Generic...' , il sistema è comunque orientato a macchine di notevole potenza ed a utilizzatori professionali di fascia alta con esigenze di networking molto spinte. In questa ottica la possibilità che attaualmente si ha, cioè quella di installare su sistemi di tipo PC, con costi bassissimi di start-up e di gestione, ha vermente dell'incredibile, anche perché la potenza di calcolo di architetture basate sul Pentium è normalmente in linea con quella delle architetture proprietarie, anche se l'allineamento avviene con qualche ritardo.

    Per verificare questa possibilità ho deciso di 'andare a vedere' cioé di installare Solaris 8 sul mio PC, che non è di certo una macchina dell'ultima generazione, essendo un Pentium 200MMX con 64 megabytes di RAM e una scheda grafica S3 VirGE. Ho allora acquistato il sistema, un HD da 10 Gbytes, e ho fatto la prova che sto per raccontarvi:

    Il sistema viene in una scatola di cartone contenente due custodie di plastica morbita ed alcuni libretti di 'release notes' nella prima custodia vi è il sistema vero e proprio, costituito da due CD per il sistema un CD per le impostazioni internazionali ed altri due CD per la documentazione. Nella seconda custodia si trova il 'Software Companion' con StarOffice ed una collezione di programmi shareware fra i più noti (GhostScript, Samba, Gimp ed altri), su offerta della Oracle viene anche fornito Oracle 8 Enterprise Edition, con una licenza limitata allo sviluppo senza possibilità di utilizzare il software per la elaborazione di dati. Oltre ai CD è presente anche un floppy per il bootstrap.

    La via più conveniente per iniziare l'installazione è quella di configurare il BIOS per il bootstrap da CD: il sistema parte senza dare problemi e viene visualizzata una schermata di istruzioni molto semplice, successivamante il sistema procede allo scanning dei dispositivi presenti sul BUS. Ultimata questa operazione chiede se il riconoscimento è avvenuto correttamante e da la possibilità di cambiare le impostazioni, di aggiungerene o di rimuovere dispositivi. In questa sede è possibile impostare la configurazione della tastiera al valore corretto.

    A questo punto bisogna selezionare il didspositivo per il boot vero e proprio e, al primo avvio bisogna indicare il CD. Dal quale viene caricato il primo nucleo del Sistema Operativo ed avviato il 'Solaris Webstart Installation' che ricerca uno spazio idoneo all'installazione sui dischi di sistema. Il webstart richiede anche la creazione di una partizione di swap di almeno 478 Mbytes sul primo disco di sistema.

    Questo direi è il principale ostacolo, ma ve ne sono altri, alla convivenza di Solaris con altri sistemi operativi o alla sua installazione su macchine che hanno già un proprio sistema operativo installato, infatti la creazione della partizione di swap implica che sia lanciato fdisk sul master disk con la conseguente cancellazione di tutti i dati presenti sul disco. In effeti nel caso che si sta trattando per consentire l'installazione di Solarisho dovuto sostituire il master disk con uno nuovo per evitare che vi fossero perdite di dati sul disco già presente sul sistema.

    Eseguita questa operazione viene copiato il 'miniroot', ovvero il sistema base da cui parte l'installazione, sulla partizione 1 del master disk, /dev/dsk/c0d0s1 nel 'linguaggio' di Solaris.

    Dopo la copia del 'miniroot' viene richiesto un nuovo bootstrap, per il quale si deve avere cura di indicare al BIOS di non eseguire più il bootstrap da CD.


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Valentino Orsolini Cencelli è Articolista / Collaboratore di BETA dal 1997; è raggiungibile su Internet tramite la redazione oppure all'indirizzo valentino.cencelli@roma3.infn.it.

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