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3Com Palm V

Parte II

Andrea Ghirardini
Articolista, BETA

Uso

La prima volta che si accende il Palm V si viene immediatamente colpiti dalla qualità del display. I detrattori diranno che ha solamente 4 tonalità di grigio, ma la sua leggibilità è assolutamente perfetta in tutte le condizioni di luce. Messo a confronto con uno Psion Series 5 la differenza è abissale: il Palm è molto più leggibile. Confrontato con un Cassiopeia E-105 il Palm V sfigura ma, alla luce del sole, recupera dato che rimane visibilissimo, mentre il Cassiopeia è illeggibile.

Al buio la situazione rimane ottimale grazie ad una retroilluminazione molto efficiente. Al contrario degli Psion la retroilluminazione non è un semplice film luminoso posto sul fondo, ma piuttosto una luce che rende luminose le lettere, sullo stile di un monitor a fosfori verdi. Il risultato è ottimo. Io adoro leggere la sera e purtroppo disturbo quotidianamente mia moglie con la luce dell'abat-jour. In queste sere sto leggendo alcuni classici in formato Aportis (li trovate su questo sito) sul Palm. È la prima volta che non rimpiango la carta stampata. Complimenti 3Com!

Una remora è per la risoluzione che rimane a 160x160 pixel, con un dot pitch di 0,34". Si sarebbe potuto usare un display con dot pitch più piccolo così da arrivare ad una risoluzione di 320x320. In questo modo si potrebbe anche attuare una compatibilità all'indietro semplicemente accendendo 4 pixel al posto di uno. Inoltre sarebbe buona cosa se la retroilluminazione potesse essere estesa anche all'area di input di Graffiti. Al buio è completamente inusabile.

Palm OS è un sistema operativo al quale bisogna abituarsi. All’inizio può dare la stessa situazione che procura un Macintosh a qualcuno che proviene da Unix: sembra di essere troppo ad alto livello, che il computer abbia un controllo esagerato non ci lasci "entrare" nel sistema.

Ad esempio non è assolutamente possibile capire e vedere come funziona il file-system. I file vengono caricati durante l’operazione di Hot-Sync e il sistema si arrangia a metterli dove meglio crede. L’unico modo per dividere le varie cose è fare esteso uso delle categorie che sia il sistema sia le applicazioni ci mettono a disposizione. Pur essendo un sistema pratico è ben diverso da una gestione basata su file-system (anche perché molti di noi hanno ormai l’abitudine a dividere i dati in cartelle e sottocartelle).

L’altra perplessità che ho avuto nei primi tempi nei quali ho usato il Palm è stata per le applicazioni. Nessuna applicazione ha la funzione di chiusura. Mi ci è voluto un po’ per capire il vero motivo di questa scelta. PalmOS non è multitasking. All’inizio pensavo di sbagliarmi ma i conti tornano: nel momento in cui si passa da un’applicazione all’altra la precedente viene automaticamente chiusa e solo quella in foreground viene lasciata attiva. Direte pure che io sono un’incontentabile ma trovo che anche un oggettino come il Palm beneficerebbe da un sistema multitasking vero e proprio. Sarà perché Unix ha condizionato il mio modo di pensare, ma io con lo Psion lavoro spesso su più applicazioni in contemporanea: ad esempio, ora sto scrivendo questo testo e nel contempo scarico la posta via Internet. Con il Palm questo non è possibile.

Altro particolare che non mi è piaciuto è la mancanza di un microfono per gestire un registratore digitale. Ci sono situazioni in cui non è semplicemente possibile mettersi a scrivere con Graffiti o con la tastiera. In questi casi poter salvare una breve nota vocale è molto comodo oltre che una necessità. Il Palm, pur essendo dotato di una circuiteria audio, non dispone di questa funzione. Altra tirata di orecchie ai tecnici 3Com.

Due settimane dopo

Due settimane di uso continuativo possono dare un’idea piuttosto precisa delle caratteristiche peculiari di un oggetto di questo tipo, quindi ecco i risultati.

Batterie

Con un uso intensivo le batterie al litio del Palm durano circa una settimana, ovvero circa 17-18 ore di uso continuato. Il tempo di ricarica è brevissimo e limitato a poche decine di minuti. Questo risultato è dovuto ad una buona progettazione, unita ad un processore, il Motorola Dragonball, decisamente parco nei consumi.

Memoria

I tanto discussi 2 Mb di RAM, rigorosamente non espandibili, sono sufficienti? La risposta è: DIPENDE. Se si usano solamente le applicazioni fornite con il sistema (o poco più) sicuramente la risposta è positiva. Se si comincia a caricare un browser web, un buon programma per la gestione della posta elettronica, uno foglio elettronico, un libro in formato Aportis e il relativo lettore allora si comincia a pensare che forse la versione Vx sarebbe stata un acquisto migliore.


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Andrea Ghirardini è Articolista di BETA dal 1999; è raggiungibile su Internet tramite la redazione oppure all'indirizzo andrea@sodalia.it.

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