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3Com Palm V

    Inutile dire che il pacco era già bello aperto sulla mia scrivania dello studio di casa, pochi secondi dopo il suo arrivo tramite corriere L'esemplare di test giuntomi a casa è il Palm V in italiano, ultimo modello della fortunata serie della 3Com.

Parte I

Andrea Ghirardini
Articolista, BETA

Prime impressioni

Inutile dire che il pacco era già bello aperto sulla mia scrivania dello studio di casa, pochi secondi dopo il suo arrivo tramite corriere UPS.

L'esemplare di test giuntomi a casa è il Palm V in italiano, ultimo modello di una, a dir poco, fortunata serie di prodotti della 3Com. Nella scatola, peraltro piuttosto grande, sono contenuti

  • Il Palm V
  • Uno stilo in plastica e uno in plastica e metallo
  • La docking station con adattatore seriale 9/25
  • L'alimentatore (munito di presa italiana e inglese)
  • Una copertura in "pelle" (virgolette d'obbligo) per il Palm
  • Un CD-ROM con il software
  • Un manuale utente
  • La guida rapida
  • Cartolina di registrazione
  • Una brochure con gli optional

Qualità costruttiva

Il Palm V è davvero un bell'oggetto. Piccolissimo (senza però essere scomodo o inusabile), molto leggero e con un design molto raffinato. L'adozione della batteria a ioni di litio ha permesso di ridurre lo spessore a 1,1 cm e quindi il palmare è comodissimo da portarsi appresso. Il case in alluminio anodizzato, oltre ad essere molto elegante, da l'idea di avere di fronte un oggetto decisamente robusto. Il display, intelligentemente, è posto circa un millimetro incassato rispetto allo chassis e quindi non dovrebbe rompersi cadendo di piatto.



Fig.1: Lo splendido Palm V e il suo fratello da 8 MB



Ho esaminato il Palm V a lungo e, per sicurezza, mi sono recato in un negozio per controllare un altro esemplare. La scoperta è stata sconcertante: il Palm è chiuso con della resina. Infatti, se è vero che l'utilizzatore medio del Palm non ha nessuna intenzione di smontare lo stesso, è anche altrettanto vero che la vita media di una batteria a ioni di litio è di circa due anni. Quindi trascorso questo periodo è scontato che si dovrà spedirlo all'assistenza per la sostituzione della batteria. Fermo macchina assicurato.

Rimango perplesso per la protezione dai graffi. Insieme al Palm V viene fornita una copertura in "pelle", che va ad incastrarsi, mediante una gomma, in una delle due scanalature laterali per lo stilo. Questa copertura, oltre ad essere bruttissima e finita ancora peggio, non serve praticamente a nulla. Infatti, se in tasca copre il display e svolge la sua funzione, fuori ha la spiacevole tendenza ad aprirsi. Diversi test effettuati facendo cadere il Palm sul letto di casa mia, hanno evidenziato più le sue qualità come "ala portante" piuttosto che come protezione. Anzi, spesso, proprio per colpa sua, il Palm rimbalzava. Se la stessa cosa fosse accaduta su un pavimento, si sarebbe aggiunta un secondo shock. Tra il resto, nella brochure allegata al prodotto, sono raffigurate tutta una serie di custodie e protezioni, sempre di produzione 3Com, disponibili, come optional, per il Palm. Non per fare l'incontentabile, ma se la 3Com avesse fornito la custodia n. 10405U, o anche solo la n. 10408U, avrebbe migliorato la qualità totale del prodotto.



Fig.2: La custodia 10408U in pelle: Molto meglio di quella fornita con il Palm V



Gli stilo forniti con il Palm sono decisamente economici. Quello in metallo e plastica (che nasconde, svitando il retro, anche uno stilo per premere il pulsante di reset) si difende ancora ma quello in sola plastica è semplicemente troppo leggero per essere usato. Entrambi comunque non rendono giustizia alla qualità complessiva del palmare. Bocciati, insieme alla copertura.

La docking station ha scatenato in me reazioni contrastanti. La cura con cui è costruita è notevole, come pure la scelta dei materiali. Inoltre, il suo peso (occhio e croce almeno 2-3 volte quello del Palm V) e le sue dimensioni lo rendono un oggetto ben piantato ed usabile anche sulla più ingombra delle scrivanie. E allora? Allora, considerato 3Com hanno ben pensato di NON dotare il Palm V di una presa per caricare le batterie interne (inconcepibile la motivazione), chi effettua spesso trasferte lunghe deve, o portare con se questo piccolo macigno assieme all'adattatore, oppure acquistare il "Kit da Viaggio" (n. 10413E), dal costo non indifferente. Avrei preferito che il cavo seriale della docking station (dentro al cui spinotto si collega anche l'alimentatore) fosse staccabile dalla stessa, così da poterlo portare in giro facilmente. Alla 3Com il tutto sarebbe costato solamente due connettori in più.



Fig.3: La pesantissima docking crandle


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Andrea Ghirardini è Articolista di BETA dal 1999; è raggiungibile su Internet tramite la redazione oppure all'indirizzo andrea@sodalia.it.

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