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BETA 2399.6 - Interviste - Spingiamo la Internet Economy - Parte 1 | Parte 2

Spingiamo la Internet Economy

Parte II

A cura di Luciano Giustini
Direttore, BETA

D: Nell'ambito del futuro e delle scelte strategiche del panorama Internet, in Italia come all'estero, sembrano delinearsi una serie di accordi di primaria importanza, e quasi tutti di mercato, cioè senza interventi diretti dei Governi. In questo senso la grande editoria sta scendendo in Rete con mezzi adeguati ma, d'altro canto, anche con idee che sembrano poco chiare. Scelta questa che si riflette anche sulle caratteristiche, in qualche modo, dell'Internet nostrana, che risulta a tratti fumosa e "senza qualità" (portali tutti uguali, contenuti sommari, articoli di generalitą, molti oroscopi, meteo ecc.). Si intravede, inoltre, ancora la convinzione dell'"l'importante è esserci", convinzione però già presente da qualche anno, senza peraltro che si sia riuscito a superare questo muro di timidezza. Come vede nell'immediato la particolare situazione italiana in cui, in conclusione, la vera cultura dell'online come proposta evoluzione della vita reale è ancora poco visibile?

R: Che i portali siano un qualcosa di superato è vero. Gli editori devono evitare l'errore di fare su Internet quello che fanno sulla carta. La Rete ti impegna, sei trasparente, quando ci sei vieni misurato, e la "cattiva presenza " può essere un boomerang. "L'importante è esserci" sarà comprovato dal dimostrare la qualità dei propri abbonati. Internet all'inizio è stata vista come un pericolo, mentre adesso è vista come un'opportunità. Per i grandi Editori, la mia opinione è che i servizi possano essere gestiti da società nuove. Magari anche controllate da società classiche, non dico di no, ma la forza della Rete è è proprio nel creare nuovi canali, che però risultano gestibili con difficoltà con le linee aziendali dell'editoria tradizionale.

D: Le testate su Internet, sempre favorite e sempre più sulla cresta dell'onda, anche se in crisi finanziaria, provano comunque che l'editoria sul digitale ha ragion d'essere come e forse più della carta. D'altronde, molti analisti concordano nel ritenere che fra 4, 5 anni al massimo, la produzione su carta di giornali, periodici e materiale aggiornabile verrą progressivamente abbandonata, a favore del mezzo elettronico.
Pensa che l'editoria tradizionale potrà trainare nuove evoluzioni? Oppure assisteremo, come sostengono alcuni, ad una sorta di "transizione" che porterą, alla fine, alla sostituzione tout-court di chi non si adegua o non investe, magari assorbita da grandi gruppi? E l'Italia che ruolo avrà in questa fase?

R: Internet integrerà e non sostituirà la carta stampata. Penso che il valore e gli investimenti diminuiranno e si trasferiranno su Internet. Con Internet si può arrivare alla singola persona, personalizzare il messaggio, e questo è un vantaggio competitivo importante per l'economia tradizionale.
I piccoli editori: le potenzialità del mezzo dovrebbero dare al piccolo editore più opportunità. E questo è tanto più vero quanto più ci sono le idee.

D: Puntoit ha scommesso molto sul commercio elettronico, considerato strategico da tutti e pregno di potenzialità. Insieme alla risoluzione dei problemi di privacy, più volte espressi dal Garante dei dati personali, e di quelli dei pagamenti online, la potenzialità dovrebbe man mano crescere fino a raggiungere i livelli economici che ci si aspettano. Tuttavia già alcuni osservatori, e lo stesso Rodotà in un recente intervento, sostengono che continuando a "commercializzare" Internet si finirà per realizzare un "vedi e compra" in forma virtuale, poco valorizzando, ad esempio, alcune delle potenzialitą editoriali di Internet sopra accennate. Lei che opinioni esprime in merito agli equilibri tra editoria e commercio elettronico sulla Rete?

R: Positiva. Vi sono esigenze informative, e di personalizzazione cui con i mezzi tradizionali non è possibile dare una risposta. Questa è una grande possibilità. Il problema della privacy non è un "problema" se in realtà si utilizzano i dati con lo scopo di servire meglio il cliente. Oggi il problema è che chi cerca non trova. Mentre la Rete dà la possibilità di trovare, ad esempio, informazione. E l'informazione online sta seguendo un percorso paradigmatico: più un bene vale e meno costa. Tendenzialmente diventerà gratuita. Consideriamo anche il discorso dell'Adsl, che da noi sta partendo adesso. Attraverso questo strumento l'utente potrà stare collegato sempre, cosa finora impensabile per la maggioranza degli italiani, pagando un canone flat, cioè fisso, forfettario indipendentemente dal tempo online. Con l'evoluzione dello standard e la programmazione di alcuni attori principali del mercato, il costo di questo tipo di connessione tenderà a scendere sempre di più. E questo ci riporta al nostro slogan lanciato in occasione del convegno: "Always on".

Grazie.

Intervista a cura di Luciano Giustini

Su BETA e IT News

BETA ha trattato diverse volte di Puntoit, ecco una breve rassegna:

29.06.99 Nasce Puntoit: L'Italia nella ''nuova economia''

03.07.99 Task force sugli indicatori della Societa' dell'informazione

21.12.99 "L'Italia in rete" di Puntoit Rapporto sul convegno tenutosi a Roma


www.itnews.it



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A cura di Luciano Giustini è direttore di BETA; è raggiungibile su Internet tramite la redazione oppure all'indirizzo l.giustini@beta.it.

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