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Dentro il Palm

Parte VI

Fernando Carello
Articolista senior, BETA

Certo, ci si potrebbe chiedere se non sia il caso di adottare finalmente un display a colori (pensando al fantastico TFT da 65'000 colori del bel Cassiopeia E-105), specie considerando che il DragonBall VZ potrebbe pilotarlo direttamente e che le necessarie funzioni sono incluse nel PalmOS 3.5 di prossimo rilascio; ma ci sono sempre i problemi del consumo e del costo. Probabilmente si muoverà prima qualche clone Palm, ma di questo parleremo nelle prossime puntate.
Tornando quindi alle caratteristiche del display, osserviamo che il dot-pitch è pari a 0.34 mm, un valore non certo fenomenale ma allineato con le prestazioni del digitizer (e con il diametro della punta dello stilo). Certo, considerando che si potrebbe ampliarne un po' la superficie (viste le ampie dimensioni della cornice) e che sono in uso LCD con dot-pitch ben inferiori, non sarebbe male passare ad una unità da 320x320 punti, indubbiamente in grado di assicurare una migliore leggibilità e versatilità pur mantenendo la necessaria compatibilità all'indietro (accendendo ove richiesto 4 pixel al posto di 1); ma finché c'è vita ...
Abbiamo finora trascurato di sottolineare che i Palm V e Vx usano, al posto delle pile AAA, accumulatori agli ioni di litio; approfondiamo ora l'argomento.
Visti i ridotti consumi dei dispositivi Palm Computing, l'energia immagazzinata in due microstilo alcaline è normalmente sufficiente per una ventina di giorni (possono durare anche due mesi, se il PDA viene usato poco e non si ricorre alla retroilluminazione); tuttavia le dimensioni (e in particolar modo lo spessore) ed il peso di queste pile finiscono per avere la loro importanza su apparecchi così piccoli.
Quando venne progettato il Palm V, si pensò ad un oggetto che, oltreché funzionale, fosse anche bello da vedere e comodo da portarsi appresso: doveva entrare comodamente nella tasca di una camicia ed essere esteticamente ricercato. Già il Palm III costituiva un indubbio passo avanti sotto questi aspetti rispetto allo squadrato Pilot; ma ci si era avvicinati molto allo spessore limite consentito dall'involucro plastico e dalle pile.
Per superare il primo inconveniente, il Palm V venne dotato di un elegante, involucro di alluminio satinato, capace di assicurare un'ottima rigidità con uno spessore minimo e in grado di impreziosire notevolmente l'aspetto del dispositivo, grazie anche ad un design particolarmente riuscito; per risolvere il secondo problema, si è fatto ricorso ad un pacco ricaricabile agli ioni di litio, che con un peso molto contenuto ed uno spessore ridotto immagazzina abbastanza energia da non far rimpiangere troppo le pile, pur avendo solo un terzo (circa) della capacità di una coppia di microstilo alcaline.
L'adozione della batteria ricaricabile, se ha permesso di risparmiare spazio e peso e consente all'utente di risparmiare la spesa ed il fastidio di acquistare le pile, obbliga però a collegare il Palm ad un caricabatterie. Considerando quanto sia fastidioso dover collegare cavi (ne siamo quotidianamente schiavi, dentro e fuori il mondo informatico), alla 3Com hanno pensato di modificare il cradle (la basetta che consente di collegare il Palm al computer desktop onde trasferire i dati) dotandolo di un caricabatterie "intelligente". Così, le consuete periodiche operazioni di hotsync con il desktop hanno, per il Palm V e Vx, anche l'effetto di ricaricare la batteria interna; poiché per una ricarica tipica bastano due minuti, il tutto non reca alcun fastidio all'utente.
Tuttavia, occorre considerare che questa scelta tecnica comporta il vincolo di trovarsi periodicamente a portata di ... cradle: cosa succede se si parte per un viaggio e si vuol portare con sé il solo Palm (con, al limite, un cavo seriale per un'estemporanea connessione via modem) ?
Con gli altri modelli, infatti, l'utente può in ogni momento acquistare due microstilo (o portarsene appresso un pacchetto di scorta, con un minimo aggravio di bagaglio) e prolungare di un altro mesetto l'autonomia del proprio Palm; mentre con il Palm V è necessario, come minimo, acquistare il caricabatterie "da viaggio" (fornito a parte) e disporre di una presa di corrente.
Siete avvisati quindi: se intendete preparare una spedizione nella foresta amazzonica armati del solo Palm V, fate in modo che non duri più di dieci giorni !
In compenso, le caratteristiche degli accumulatori Li-Ion permettono di ricaricare tranquillamente senza dover aspettare di aver esaurito l'energia (niente effetto memoria); la loro durata in cicli è poi ampiamente sufficiente a coprire la vita utile di un Palm organizer, considerando i suoi bassi consumi. Peccato non si possa sostituire il pacco batterie in caso di necessità (il comparto è sigillato).
Terminiamo con una breve nota sul Palm VII, ovvero il più connected degli organizer Palm; questo fantastico apparecchio è infatti dotato di un ricetrasmettitore radio con modem integrato (da cui le dimensioni leggermente superiori del case). Negli Stati Uniti, grazie ad un servizio su misura realizzato dalla Bell South, questo PDA può sfruttare un collegamento wireless ad Internet 24/24h !
La ridotta velocità di trasmissione dati (che, tolti i vari overhead, si traduce in una banda TCP/IP effettivamente disponibile di circa 3-4 Kbps) non permette di sfruttare il Web come siamo abituati a fare dal computer desktop; tuttavia l'utilizzo dell'email è ampiamente possibile, inoltre una particolare tecnologia denominata web clipping consente di ricevere contenuti "semplificati" da parte di particolari siti Web appositamente attrezzati.
Purtroppo, questo servizio non è disponibile (né, al momento, previsto) al di fuori degli Stati Uniti.

La prossima puntata ...

Chiudiamo questo articolo anticipandovi che nel prossimo troverete:

  • Come overclockare il Palm (ovvero: BETA non perde il pelo e neppure il vizio!)
  • Il Palm e le sue seriali (stampiamo a distanza ?)
  • Link utili per scaricare tanto software (e riempire tutta la RAM ...)
  • Usiamo la FlashRAM non occupata dal PalmOS (abbasso gli sprechi!)
  • I PalmCloni sono tra noi: il mondo è bello perché vario


BIBLIOGRAFIA E RIFERIMENTI

  • Sito ufficiale Palm Computing: www.palm.com
  • Palm Programming: The Developer's Guide - di Neil Rhodes e Julie McKeehan - pubblicato da O'Rielly
  • Short and Completely Unofficial PalmOS Handelds FAQ - di Ron Nicholson - http://www.nicholson.com/rhn/palm/


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