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BETA 2399.6 - Hardware - Dentro il Palm Parte 1 | Parte 2 | Parte 3 | Parte 4 | Parte 5 | Parte 6

Dentro il Palm

Parte V

Fernando Carello
Articolista senior, BETA

Palm Performance

Tanto per cominciare, vale la pena di esaminare le dimensioni tipiche dei file eseguibili: il PocketMark completo di tutte le risorse GUI misura circa 10 KB in versione Palm, cui vanno aggiunti i 51 KB della libreria MathLib per un totale di circa 60 KB, mentre il "cugino" compilato in ambiente Win32 misura, librerie comprese, circa 280 KB; nei casi (la maggior parte !) in cui non serva MathLib, il rapporto di dimensioni può superare 1:20.
Proprio la mancanza di librerie runtime per i programmi in linguaggio nativo (il C) aiuta le applicazioni per Palm a mantenersi snelle: ecco spiegato perché persino i 128 KB dei primi Palm 1000 non erano poi così tiranni ... infatti, tutte (o quasi) le funzioni normalmente svolte dalla libreria standard C sono implementate direttamente nel PalmOS e richiamate tramite TRAP direttamente dalla ROM di sistema; una piccola scomodità per il programmatore che deve sostituire le fide (?) funzioni della libreria C con quelle (peraltro molto simili) messe a disposizione dal sistema, ma ne vale di gran lunga la pena !
Piuttosto, il dover accedere spesso alla ROM non è il massimo quanto a prestazioni, pur se la stessa RAM non è propriamente un mostro di velocità; infatti, sui modelli Pilot Personal e Professional vengono usati chip pseudo-statici da 80 ns, che con l'interposizione di uno stato di attesa garantiscono una larghezza di banda massima pari a 16.5 MB/s, mentre sui Palm IIIx, V, Vx e VII viene usata DRAM da 120 ns, che con l'immancabile stato di attesa fornisce più o meno la stessa banda di prima (ma a costi ridotti); in realtà, dai valori del PocketMark abbiamo visto che i modelli equipaggiati con il DragonBall EZ e la DRAM (il Palm IIIx, nella nostra prova) spuntano un 15-20% di prestazioni in più dei precedenti Pilot con il DragonBall standard a parità di frequenza; ciò è presumibilmente dovuto ad una maggiore efficienza del microcodice della CPU e/o ad una più efficiente gestione del bus; peraltro, la costosa PSRAM richiede un'alimentazione continua e non il solo refresh, consumando quindi leggermente di più.
Un ulteriore lieve miglioramento si ha con i nuovi Palm Vx che, equipaggiati con il DragonBall EZ portato a 20 MHz, guadagnano qualcosa anche nel reparto memoria, arrivando ad una banda di massima di 20 MB/s.
Considerando che i processori DragonBall non hanno memoria cache, possiamo immaginare che un memory bus così poco performante limiti le "capacità espressive" dei core Motorola 68000 (avete presente l'Amiga 500 ?); ma ancora una volta vengono in aiuto le limitate dimensioni delle applicazioni e dei relativi dataset, con l'assistenza di un memory manager apprezzabilmente efficiente; per farla breve, per la maggior parte delle applicazioni non si sente affatto la mancanza dei sofisticati (e voraci !) processori RISC da 70 - 130 MHz che tipicamente equipaggiano i palmari WindowsCE, con l'enorme vantaggio di una autonomia nettamente superiore: infatti, due AAA permettono ad un Palm IIIx di essere utilizzato, in casi normali, per circa 20 giorni, contro la settimana circa a disposizione dello scintillante concorrente Casio Cassiopeia E-11.
In effetti, vale la pena sottolineare che proprio la scarsa autonomia dei dispositivi CE, oltre ad una indubbia scomodità dell'interfaccia grafica (mutuata dai PC desktop e poco adatta a sistemi palmari), ha decretato lo scarso successo che ha contraddistinto la piattaforma Microsoft per i pen computer ...
Comunque, sul fronte prestazionale qualche novità potrebbe venire dai prossimi modelli Palm attesi per Marzo 2000: dovrebbero montare il nuovo DragonBall VZ da 33 MHz, il quale tra l'altro supporta le memorie SDRAM (che potrebbero garantire, a 33 MHz, una peak bandwith di 61 MB/s !); si potesse accelerare un pochino anche la ROM ...

Palm Hardware - II

Passando ad altro soffermiamoci sul display, che qui svolge la duplice funzione di periferica di output e ... di input, vista l'adozione del touch-screen resistivo.
Fino al Palm III, si trattava di un componente non eccelso: buona la precisione del digitizer, ma abbastanza scarsa la leggibilità in condizioni di luce non ottimali, il che richiedeva spesso il ricorso alla retroilluminazione. Con gli ultimi modelli la situazione è decisamente migliorata, grazie all'adozione di una unità ad elevato contrasto caratterizzata dalla chiara colorazione di sfondo verde-dorata; tuttavia la risoluzione rimane quella, originale, di 160x160 punti, con una diagonale effettiva di 77 mm. Riepilogando:

Modello Risoluzione Livelli grigio Tipo display Retroillum.
1000, 5000 160x160 4 (*) Standard No
Pilot, Personal, Professional, Palm III 160x160 4 (*) Standard Si
Palm IIIe, IIIx, V, Vx, VII 160x160 16 Alta leggibilità Si
(*) Il PalmOS v2 supporta solo bianco e nero; esistono tuttavia routine assembler che permettono l'utilizzo di 4 toni di grigio


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