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BETA 2399.6 - Appunti - Gli hacker non sono Hollywood - Parte I | Parte II

Gli hacker non sono Hollywood

Parte II

Andrea Ghirardini
Articolista, BETA

Chiarito questo il punto spinoso della tua lettera è il concetto di "proprietà intellettuale". E' indubbio che in questo periodo stiamo assistendo a delle lotte e a delle prese di posizione, da parte delle associazioni e società che proteggono il copyright, che rasentano davvero la lesione dei diritti civili delle singole persone.

Così Linux probabilmente non avrà mai un sistema open source per leggere i DVD dato che in America si è cominciata una guerra aperta verso il famoso DeCSS, con delle azioni che sarebbero giustificate più per una guerra contro il terrorismo che verso qualcuno che ha pubblicato un sorgente in rete (sequestro di computer, cellulari apparecchiature, intrusioni tipo squadra speciale ed altro).

Tutto per una difesa strenua del copyright. Qui si parla di lesione dei diritti anche per i consumatori che, al momento in cui la tecnologia lo permetterà, non potranno farsi una copia di backup dei loro supporti originali, pagati a caro prezzo, per preservarne l'investimento. Parliamo anche di offesa personale, volendo, dato che sovente coloro che hanno un masterizzatore vengono trattati da criminali anche se non hanno mai duplicato un CD originale in vita loro. Lo stesso dicasi per i supporti vergini che vengono tassati alla fonte, senza sapere a che scopo saranno destinati.

E passiamo alla SIAE, gigante spompato e perdente, in crisi finanziaria nera, con dei costi di gestione stellari che, invece di riorganizzarsi per evitare i mostruosi sprechi, si scaglia, sfruttando tutta la sua mole e le sue leggi verso tutto e tutti. Così, se vuoi prendere una tua creazione musicale e donarla liberamente al mondo via Web, senza percepire nulla, questi signori pretendono che tu spendi milioni per registrarti come autore (per preservare il tuo bene?!) e tassi il tuo sito con una licenza sperimentale di oltre due milioni l'anno.

Questo è un sopruso, ovvero il dover gettare milioni dalla finestra per regalare qualcosa al mondo, solo per rimpinguare le casse della SIAE che dovrebbe difendere la libertà artistica. Ma è vero anche il contrario. Se io decido che ci voglio guadagnare, perché frotte di ragazzini devono scopiazzare a destra e a sinistra il mio lavoro senza darmi un soldo? Il lavoro è mio, ci ho sudato, e quindi sono io che devo decidere cosa farne. Se lo regalo al mondo ben venga, altrimenti è giusto che si paghi.

Questa è la vera rivoluzione della Rete, caro Gianluca, darti la possibilità di scelta, anche se, finora, è limitata in alcuni campi. Quindi io posso scegliere se avere un computer con un sistema operativo commerciale e programmi commerciali (pagando il mio obolo), oppure posso attingere a piene mani nel mondo free che la Rete offre a piene mani e scegliere come contribuire a questo fenomeno, liberando la mia creatività come gli altri o ofrendo una pizza al creatore del programma che tanto utilizziamo.

Mp3 e Midi sono due rivoluzioni nella musica. Ma sono abusate. Perché è un furto scambiare Mp3 e Midi file di opere che sono protette da copyright, nonostante i 70 anni dalla morte dell'autore siano ridicoli nella società di oggi e nonostante il costo dei CD sia prossimo al furto legalizzato. Però, se usato intelligentemente, potrebbe, come sta succedendo, permettere la nascita di una miriade di case discografiche minori che usano questo metodo per regalare le loro creazioni (guadagnando fama) o vendere ad un prezzo, finalmente, umano.

Ti do ragione su questo punto. La SIAE e le sue controparti nel mondo, come la potentissima RIAA americana, sono oramai degli organismi che preservano i loro stessi interessi e quelli delle grandi major dei media e non vedo perché debbano imporre delle tasse assurde a chi, volutamente, vuole guadagnarci poco o nulla. Questo è una lesione dei diritti del singolo, ovvero "se vuoi esprimerti o paghi e o fai come dico io oppure non puoi".

In ogni caso Internet è davvero un luogo ove è possibile essere liberi (BETA è un esempio di questo) e distribuire il proprio sapere per il gusto di farlo. E potrebbe essere questa la vera potente forma di "boicottaggio" legale, non violento e se vogliamo inarrestabile. Il piccolo furto, come lo scambio di Mp3 soggetti a copyright è solo una volgare scusa per spendere quelle 50.000 lire in pizzeria piuttosto che per un disco.

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Andrea Ghirardini è Articolista di BETA dal 1999; è raggiungibile su Internet tramite la redazione oppure all'indirizzo pila@mclink.it.

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