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BETA 2399.6 - Appunti - Gli hacker non sono Hollywood - Parte I | Parte II

Gli hacker non sono Hollywood

   Risposta al lettore degli "Hacker non sono ladri ma disturbatori"-L'uso della parola è troppo spesso improprio. Quando telefilm, articoli scritti da personaggi incompetenti, film provenienti dalla parte più consumistica di Hollywood, hanno dipinto, nell'immaginario collettivo, una figura che quanto più distante dalla realtà non potrebbe essere. E la vexata quaestio dei diritti sulla Rete è un oggetto nel mirino di molte società ...

Parte I

Andrea Ghirardini
Articolista, BETA

Caro lettore (scusa se ti do del tu), ho letto con interesse il tuo "proclama pro hackers" e devo dire che mi ha fornito una serie di spunti di riflessione piuttosto interessanti.

Il primo, mai abbastanza chiarito, è l'uso improprio che regolarmente si fa della parola "hacker". Non che tu ne abbia in qualche modo colpa. Semplicemente telefilm, articoli scritti da personaggi incompetenti, film provenienti dalla parte più consumistica di Hollywood, hanno dipinto, nell'immaginario collettivo, una figura che quanto più distante dalla realtà non potrebbe essere.

Il Jargon file (http://www.tuxedo.org/~esr/jargon/), un po' la bibbia della cultura hacker, da questa definizione di hacker:

"[originally, someone who makes furniture with an axe] 1. A person who 
enjoys exploring the details of programmable systems and how to stretch 
their capabilities, as opposed to most users, who prefer to learn only 
the minimum necessary. 2. One who programs enthusiastically (even 
obsessively) or who enjoys programming rather than just theorizing about 
programming. 3. A person capable of appreciating  hack value . 4. A 
person who is good at programming quickly. 5. An expert at a particular 
program, or one who frequently does work using it or on it; as in `a 
Unix hacker'. (Definitions 1 through 5 are correlated, and people 
who fit them congregate.) 6. An expert or enthusiast of any kind. One 
might be an astronomy hacker, for example. 7. One who enjoys the 
intellectual challenge of creatively overcoming or circumventing 
limitations. 8. [deprecated] A malicious meddler who tries to discover 
sensitive information by poking around. Hence `password hacker', 
`network hacker'. The correct term for this sense is  cracker .  
The term `hacker' also tends to connote membership in the global 
community defined by the net (see  the network  and  Internet 
address). For discussion of some of the basics of this culture, 
see the  How To Become A Hacker  FAQ. It also implies that the person 
described is seen to subscribe to some version of the hacker 
ethic (see  hacker ethic).  
It is better to be described as a hacker by others than to describe 
oneself that way. Hackers consider themselves something of an elite 
(a meritocracy based on ability), though one to which new members are 
gladly welcome. There is thus a certain ego satisfaction to be had in 
identifying yourself as a hacker (but if you claim to be one and are 
not, you'll quickly be labeled  bogus ). See also  wannabee.  
This term seems to have been first adopted as a badge in the 1960s by 
the hacker culture surrounding TMRC and the MIT AI Lab. We have a 
report that it was used in a sense close to this entry's by teenage 
radio hams and electronics tinkerers in the mid-1950s." 

Sempre nello stesso testo si fa notare come un ragazzino che si diverte a smontare (e rimontare) una sveglia per capirne il funzionamento abbia in se lo spirito dell'hacker, ovvero una irrefrenabile curiosità che lo spinge costantemente ad interrogarsi sul funzionamento e sul perché le cose funzionano in un determinato modo.

Quindi, come noti, non si parla di frodi, furto di diritto d'autore e tante altre cose che vengono imputate agli hacker.

L'immaginario collettivo è affascinato invece dalla figura del superesperto di computer, capace di entrare in pochi minuti nei più reconditi recessi dei sistemi informatici maggiormente protetti al mondo e in grado di farne ciò che più gli aggrada. E l'industria del cinema spesso insiste a presentarceli in tal modo...

Entrare in un sistema informativo su cui non si è autorizzati (o anche conquistarne i diritti di superuser) può essere un esercizio intellettuale stimolante (specie per un adolescente) ma rimane assolutamente illegale (a meno che la vittima non vi abbia esplicitamente assunti per farlo), tanto quanto una violazione di domicilio. Lo stesso dicasi per furto, truffa ed quant'altro.

Sono reati, anche se eseguiti con sagacia, e coloro che li fanno sono, e rimangono, dei volgari criminali e, come tali vanno trattati. Così, anche se Hollywood vuole ora fare un film sulla vita di Kevin Mitnick e se tutti i sisti underground vantavano striscioni dove si chiedeva a gran voce la sua liberazione, egli è e rimane un volgare truffatore, null'altro. Phil Zimmerman, che ha rischiato il carcere per regalare al mondo PGP, può essere considerato un difensore dei diritti umani, non Kevin Mitnick.


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