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BETA 2299.5 - Maggio/Giugno 1999 - Editoriale  -  Indici | Guida

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Tempo virtuale e tempo reale

Ormai è chiaro: servono giornate da 48 ore. Il tempo è finito, 24 ore bastano a malapena per fare un quinto dell'ordinario. Qualsiasi attività straordinaria rischia di bloccare una sorta di macchina, quella delle persone che si occupano per lavoro di Internet, che ormai funziona al di sopra delle proprie possibilità. Serve più tempo, sempre di più, e ce n'è di meno, sempre di meno, soprattutto per noi stessi. Fino a che non si scopre che...

Non riuscire neanche a parlare. Vi è mai capitato di abituarvi a pensare così velocemente e bruscamente da diventare persino impossibile parlare? A me si: non è bello. Mi è successo di esprimermi per atomi sintattici: "Prima - Adesso" per dire "Questa cosa qui mi serviva prima non adesso perchè ho già risolto, grazie", ma occorreva minor tempo per dirla. Scordarsi le cose: la capacità di memoria termina. Io, ad esempio, ho saturato il buffer da tempo immemorabile (appunto). Per ovviare in qualche modo, mi faccio delle liste di cose da fare, ma siccome sono di più di quante si riuscirebbe a fare si aggiungono in cima le cose più importanti. Ma siccome anche queste sono di più di quante riesco a sbrigare (e-si lasciatemelo dire-a causa dell'agghiaciante traffico di Roma ci riesco ancora meno) dopo poco diventano urgentissime e in ritardo. Il risultato, ovvio, è che la lista delle cose da fare diventa enorme in un tempo inversamente proporzionale a quello che si avrebbe per ridurla, mentre il 90% delle cose deve essere ancora fatto quando il restante 90% ci rende nevrotici alla ricerca del tempo per fare cose ormai obsolete. Manca il tempo, forse?

Il passaggio più seguito è la cosiddetta selezione: si limitano le entrate nella speranza di limitare le perdite...pardon le uscite. In altre parole non si accettano più progetti e impegni. Così, ci rimane solo quel 180% di cose da fare, ed il più presto possibile, visto che il 360% di progetti al mese vengono adesso dirottati e gestiti in modo che ci faranno perdere il triplo del tempo per risolvere i problemi che hanno accumulato senza la nostra presenza da qualche altra parte a noi ignota. Questione di numeri e cifre, ma non prendiamoci in giro. Manca il tempo, a quanto pare.

Un'altra soluzione consiste nel fermare tutto temporaneamente e far fluire la lista delle cose da fare, fino ad azzerarla. Però il buffer si riempie daccapo in due giri di orologio non appena rimettiamo in moto il tutto. E viene risuperato del 1000% nei successivi tre.
Si può pensare allora di dedicare uno slot limitato di tempo (qualche secondo o al massimo qualche minuto) a ciascuna cosa separatamente, imitando sistemi operativi multitasking con processori (che lavorano nell'ordine dei millesimi, ma il discorso non cambia) che "switchando" da un contesto ad un altro con l'agilità di una lepre in un giardino di condor affamati se la ridono delle nostre povere menti umane e ...lente. Mangiare - scrivere - bere - parlare - mangiare - rispondere email - bere - sedere - alzarsi - iniziare - iniziare - iniziare - caffè - telefono - scrivere - rispondere email .... lasciare spazio ogni tanto al bagno, certo, è una gran comodità. Questo modello "macchinetta" mi ricorda però molto McFly in "Ritorno al futuro" e sapete una cosa? E' frustrante, dicono. E gli credo.

Vediamo un insieme di soluzioni fantastiche: d'altronde, esiste sempre un'alternativa, diceva Spock, e naturalmente noi la esaminiamo. Visto che siamo in tema e che prima ho citato quel dramma quotidiano che è il traffico di Roma, diciamo che col teletrasporto si potrebbe recuperare almeno il 99% del tempo perso a spostarsi da un punto ad un altro. Ma l'angoscia di incontrare un Burgman 4000.7 che mi guarda in cagnesco e mi taglia la strada (virtuale) ha la peggio su di me.
Ma siamo nel futuro, e con dei droidi accanto si potrebbe risparmiare tutto il tempo speso per fare questo e quello qui e lì. Il restante tempo potrebbe finalmente essere impiegato solo per pensare in santa pace, progettare strategie, parlare con gente e rilassarsi davanti ad un monitor lcd navigando con comando a voce. Wow.
Il "progettare strategie", soprattutto, mi tranquillizza di essere ancora qui.

Il tempo è la nostra variabile impazzita. Nessuno degli amici e dei colleghi che conosco ha più tempo per fare qualsiasi cosa. Nell'ambito di Internet sembra che qualsiasi cosa richieda meno tempo di quanto ne assuma in realtà. Ma quale realtà? Quella di Internet è la ''dimensione impalpabile''. Forse per questo ci fa perdere tanto tempo. Ma non ci metterei la mano sul fuoco. Mia madre e mio padre non hanno tempo, e sono pensionati! Però fanno molte più cose loro di un lavoratore di qualche decina di anni fa, temo.

Il tempo è anche la beffa del nostro secolo, giacchè sarà proprio lui causa ed effetto di problemi e ritardi all'alba del nuovo millennio. Forse servirà per riscoprire il valore del tempo? Ho un dubbio.
A proposito, sapete qual è la soluzione? Apparentemente sembra che il sistema che non ne ammetta. Ma pensandoci un momento il tempo non è che una quarta dimensione legata indissolubilmente allo spazio: basta ricordasene, ogni tanto, per riappropriarsi del nostro tempo esattamente come quando guardiamo uno spazio profondo per riprendere il contatto con noi stessi.
Ho un futuro come santone?

Luciano Giustini
l.giustini@beta.it



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