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BETA 2299.5 - Prove Hardware: HP 820e Jornada, una soluzione per esigenze diverse  -  Indici | Guida

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HP 820e Jornada, una soluzione per esigenze diverse

Parte 2

Luciano Giustini
Direttore, BETA

Jornada 820e

    Il Jornada in pratica affronta e risolve due esigenze: avere la potenza elaborativa e la possibilità di sostiture il portatile o il PC Desktop all'occorrenza, e mantenere nel contempo una portabilità e una maneggevolezza da handheld. La cosa è coadiuvata principalmente dalla grande possibilità di espansione ed alla potenza del processore. L'attitudine verso il mondo esterno del Jornada si sviluppa intorno a seriale, USB, Compact Flash, PCMCIA e IrDA, un potpourri che soddisfa qualsiasi esigenza. Io ho acquistato un modem che occupa la PCMCIA, mentre prossimamente prenderò una Flash da una decina di MB per stare tranquillo con eventuali salvataggi. Anche per chi si trovasse a stampare dall'apparecchio, l'HP mette a disposizione un cavo seriale-stampante. E con l'USB si potrà eventualmente installare tranquillamente Zip, Jaz o quant'altro.
    Il motore del piccolo Jornada è uno strongARM a 190 MHz, derivato direttamente da uno già montato in precedenza su Psion (piccolo il mondo), attualmente preso sotto l'ala Intel, e capace di ottime performance. Il divario con i meno prestanti processori montati sui palmari è evidente, mentre le prestazioni si avvicinano a quelle di un buon notebook di due anni fa con Windows 95. Così come si fa sentire la presenza di 16 MB di RAM, divisa tra salvataggio dati e memoria, e di 16 MB di ROM, su cui è installato il sistema operativo. Questo è Windows CE nella sua edizione Professional, con i programmi in versione 3.0 e il core in versione 2.11. Dopo un periodo di diffidenza iniziale, dovuta più che altro alla pessima fama di Windows 95/98, mi sono invece ricreduto: devo dire che questa versione di Windows funziona bene, senza impuntamenti o crash di sorta. D'accordo che è più semplice, ma se le basi sono buone la storia (informatica) insegna che anche le future versioni - più complesse - vengono su bene. E viceversa. Come, appunto, il caso famigerato del fratello maggiore.

Un "companero" ideale

   Il Jornada (che in spagnolo significa giornata) è un compagno ideale per tutti gli spostamenti a breve e lungo raggio. La sua robustezza mi è stata peraltro evidente dopo un paio di cadute accidentali, che non hanno avuto nessuna conseguenza (ecco a cosa serve la mancanza di hard disk). Mentre la lunghissima durata della batteria è un toccasana per chi fa uso giornaliero del portatile: 10, anche 12 ore senza bisogno di cercare un alimentatore da rete. Il chilo di peso ne fa un fuscello tra i portatili e un poco più pesantino rispetto ad un palmare propriamente detto. Ma lo schermo da 8,4" e soprattutto la risoluzione da 640x480 pixel non fanno rimpiangere assolutamente una soluzione più piccola. La tastiera rappresenta la classica ciliegina sulla torta. Ideale per scrivere due appunti, si è rivelata ottima anche per una scrittura continua. Solo, i meno pistini come me troveranno un po' troppo lunga la corsa necessaria per "far accorgere" il circuito della pressione del tasto, così ogni tanto, specialmente le prime volte, quanche lettera salta. Poco male, col tempo ci si abitua. Il Jornada si fa notare anche negli ambienti più abituati alle trappolette tecnologiche. In una redazione di una nota rivista di informatica romana ha suscitato l'interesse di molti redattori, a conferma che si tratta di un oggetto che va a smuovere le acque, in qualche modo, in un settore che è sentito ancora come "incompleto". Stante tutto quello che abbiamo detto prima, infatti, non esiste ancora un qualcosa di cui possiamo dire "porto solo quello con me". L'handheld non basta; il notebook è impossibile da portare sempre dietro, a meno dell'interessante serie Travelmate di Acer (http://www.acer.it) leggera e potente. Jornada invece è l'anello di congiungimento che è sempre utile, sempre rassicurante nella sua vasta capacità di memorizzazione e collegamento, e nella sua versatilità nella scrittura e nella lettura dei dati.
    E' comunque difficile identificare esattamente il target di utenza di questo gioiellino di HP. Nè palmare tipo-agendina nè notebook completo quindi, quanto piuttosto una via di mezzo che adotta soluzioni tecniche peculiari. Si dimostra un compagno di avventura solido, facile da usare e spesso sorprendente per la sua versatilità e maneggevolezza. Senza dimenticare che in alcuni casi diventa indispensabile. Ad esempio per un giornalista il fatto di poter scrivere un intero articolo in qualsiasi momento e con tutti i comfort di un portatile rappresenta un plus notevolissimo, anche considerando la possibilità di registrare brevi messaggi vocali (fino a 15 minuti circa). In certe occasioni, fa la differenza.


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Luciano Giustini è coordinatore generale di di BETA; è raggiungibile su Internet tramite la redazione oppure a questo indirizzo e-mail.

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