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BETA 2199.4 - Hardware: Esistono i computer a basso costo?  -  Indici | Guida

NICE

Esistono i computer a basso costo?

Andrea Ghirardini
Articolista, BETA

Introduzione

Esiste un momento in cui qualunque utilizzatore di uno UNIX free su Piattaforma Intel ha un'illuminazione. Solitamente questo momento coincide con la prima volta in cui si osserva, veramente, l'output di top.

La prima volta in cui analizzai i risultati in effetti non riuscii a crederci. Lasciai la finestra di top aperta per tutto il giorno e, anche nel momento di massimo carico, mi accorsi che il processore della mia macchina (allora un fiammante K6 a 233 Mhz) se ne stava bellamente in idle per una percentuale di tempo compreso tra il 40 e il 96%! Ovvero il processore sprecava il suo tempo a far nulla!

Non solo ma, devo essere sincero, nell'uso quotidiano, non noto alcuna differenza di prestazioni tra guyver (il mio bi-pentium 133 con 96 Mb di RAM, scheda grafica ATI 3D Rage IIc con 4 Mb, HD EIDE da 2,5 Gb) e la mia macchina più recente alita (un K6-2 a 350 Mhz con mainboard Soyo con 1 Mb di cache, 128 Mb di RAM Pc100, Scheda grafica Matrox Millennium G200 con 8 Mb).

Cosa significa tutto questo? Che a meno di non utilizzare programmi particolarmente CPU-Intensive, è quasi del tutto inutile rincorrere quel marasma tecnologico che è il mercato attuale dell'informatica=2E Possiamo tranquillamente, almeno la maggior parte di noi, accontentarci di un computer di bassa lega o, addirittura, di qualche tempo fa, senza sentirci in qualche modo penalizzati e risparmiando denaro.

Ovviamente a patto di utilizzare un sistema operativo serio e non una complicata interfaccia grafica ricca di orpelli e con un penoso multitasking....

Il problema è che la tecnologia sembra sparire nel nulla, come se, in qualche modo, si decomponesse passato il periodo in cui è in auge.

Il cimitero degli elefanti

Per dimostrare questa tesi, e per esigenze di lavoro recentemente cambiate, ho provato ad assemblare una macchina seguendo e seguenti linee guida:

  • Minimizzazione della spesa
  • Utilizzo di pezzi nuovi ma di circa un anno fa

Nel mio processo di ricerca ho capito cosa hanno provato i primi esploratori dell'Africa subsahariana.

Secondo alcune fonti i primi esploratori notarono, dopo svariate esplorazioni della savana, una cosa assolutamente particolare: il numero di carcasse di elefante trovate non corrispondeva assolutamente a quello che tutti si aspettavano.

Censendo la popolazione degli elefanti e calcolando la loro vita media, i primi esploratori si resero conto che avrebbero dovuto esserci un numero di carcasse, o almeno scheletri, molto superiore a quello che in effetti si vedeva. Solamente anni dopo scoprirono che gli elefanti avevano dei posti specifici in cui andare a morire e che rimanevano gli stessi di generazione i generazione: quando l'elefante sentiva che stava giungendo la sua ora semplicemente si recava in uno di questi luoghi e qui si lasciava morire. Quindi gli scheletri di questi possenti animali si trovavano concentrati in alcuni posti specifici piuttosto che sparsi per la savana.

Cosa c'entra tutto questo con l'informatica? La risposta è semplice, vi siete mai chiesti dove va a finire la vecchia tecnologia? Sarebbe interessante saperlo perché, come vedremo, potrebbe essere utile.

Assemblaggio

La prima cosa che ho cercato è stata ovviamente la scheda madre. Nel negozio/studio/POP del piccolo ISP sotto casa mia ho visto delle schede madri A/Open AX6LC. Un'ottima scheda dell'anno passato (non fosse altro che per la capacità di arrivare a 83 Mhz e per i ben 5 slot PCI) ora non vale più nulla dato che é stata superata dalle schede basate su chipset Intel 440BX. Le compro tutte e tre per una cifra di 150.000 L. Rivendo il giorno dopo e altre schede madri in esubero. I commercianti sono sempre gli stessi, voleva che gli pagassi 100.000 a scheda madre! Alla fine, dopo che ho spuntato il prezzo che volevo io, gli ho chiesto cosa se ne sarebbe fatto. Mi ha risposto che le avrebbe tenute in magazzino sperando di riutilizzarle.

Il cabinet è stato il passo successivo. Per 60.000 Lire ho trovato un bel middletower ATX con molto spazio al suo interno.

La CPU mi ha fatto davvero impazzire. Non si trovano più Pentium II con il bus a 66 Mhz. Ho chiesto a tutti i computer shop della zona, ho consultato i giornali locali di annunci gratuiti, ho guardato nell'area hardware di Mclink, niente!! Non ho trovato ne' PII ne' tantomeno Celeron su Slot 1. Mi chiedo, dove sono finiti? Fino ad un anno fa tutti compravano Pentium II di varia frequenza con bus a 66 Mhz e ora più neanche uno. I negozianti dicono che i grossisti non ne forniscono più, i grossisti che Intel fa solo chip a 100 o Celeron su PPGA. Alla fine trovo, presso un piccolo computer shop, un Pentium II  a 266 Mhz in versione boxed. Vuole 140.000 L. Dopo feroce contrattazione (con quella cifra mi prendo un Celeron nuovo) scendo a 90.000 L. Ma anche qui un caso isolato... i processori Pentium II con bus a 66 Mhz sono spariti dalla faccia della terra.

Ho controllato, svariati amici sono passati al Pentium II 400 o ad un Pentium III. Molti di loro hanno venduto i pezzi a qualche amico, nessuno ha più nulla in casa.

La RAM ha un iter differente. È possibile ancora rintracciare espansioni di memoria proprietarie o vecchie SIMM FPM da 70 ns, purché ci si rivolga a fornitori specializzati. Ho il sospetto che questi ultimi rastrellino il mercato nel momento in cui i moduli utilizzati dalla maggior parte dei PC vengono sostituiti da qualcosa di più innovativo. Il prossimo passo, ad esempio sarà quando le DIMM SDRAM verranno sostituite dalle nuove memorie che saranno supportate dal nuovo chipset Camino di Intel. In ogni caso io ho trovato 64 Mb di RAM in DIMM SDRAM (non PC100) a L. 50.000.

Presso un rivenditore di Trento sono riuscito a trovare un=92ottima scheda grafica con 4 Mb di RAM a bordo e basata sul chip Permedia 2, tra il resto uno dei pochi supportati per l=92accelerazione nativa OpenGL mediante il server X della Metrolink. In tutto 40.0000 L.

Il passo successivo è stato il disco fisso. Anche qui buio totale. Nessuno vende più Hard Disk di medio taglio. Si trovano molti dischi da 540 Mb o meno ma nulla intorno a 1,2 Gb o 2 Gb. Il sospetto che ho è che, con la diffusione esponenziale dei masterizzatori, molti si siano tenuti i vecchi dischi da 1-2 Gb per riversarci sopra le immagini dei CD, farci compressioni mpeg level 3 o crearsi le proprie immagini ISO. Quindi, alla luce di tutto questo, ho comprato un HD da 6 Gb a 250=2E000 L, in assoluto il pezzo più costoso della nuova macchina.

Per quanto riguarda i CD-ROM idem come sopra. Con gli entry level a 40x in commercio a 90.000 L., nessuno vende i vecchi 8,12,20x dato che semplicemente non avrebbero valore. Anche in questo caso penso che tutti si tengano i vecchi lettori per fare delle copie on-the-fly, senza occupare il CD-ROM principale. Anch'io avevo fatto questa scelta e quindi ho risolto togliendo il CD-ROM IDE 36x da alita e lasciando solo masterizzatore e lettore SCSI 16x (più che sufficiente per star dietro a mio vetusto, ma efficiente Philips CDD-2000).

Per la scheda di rete trovo un negozio che ha ancora in casa delle ottime 3Com 3c509 Combo. Benissimo, tanto con il mio hub a 10 Mb non ho pretese. L. 40.000.

Sommando il tutto sono riuscito a costruirmi un computer di classe Pentium II per L. 580.000 totali. L'ho provato, installandoci sopra la distribuzione SuSE Linux 6.0 e ne sono rimasto così soddisfatto che ho migrato tutta l'installazione da alita lasciando quest'ultima macchina per l'ambiente Microsoft.

Ora, però mi salgono alla mente tutta una serie di quesiti che continuano a rimanere senza risposta.

PC economici

Abbiamo visto come non sempre le potenze stratosferiche fornite dall'hardware ci sono strettamente necessarie, vuoi perché non utilizziamo programmi affamati di risorse e vuoi perché un sistema operativo efficiente può fare moltissimo nella gestione della macchina.

Di questo se ne sono accorti anche i produttori di PC, o così almeno pare. Negli Stati Uniti sono anni che si parla del lucroso mercato, ancora tutto da scoprire, dei computer sotto i 500 $. Molti costruttori sono convinti che parecchie persone sarebbero interessate a questi prodotti.

Io per esempio sono uno di questi, Per lavoro mi occupo di test, di sistemi operativi e di networking. Oltre a questo la mia recente collaborazione con Beta e con un'altra testata giornalistica mi spinge a documentarmi continuamente e ad aver a che fare con una moltitudini di ambienti diversi. Da quando ero all'università quindi, ho preso l'abitudine di avere una macchina di punta, stabile, su cui lavoro, redigo gli articoli e svolgo le mie attività. Questa macchina è in assoluto quella che non aggiorno quasi mai e di cui eseguo backup regolari. Sono poi sempre circondato da altre tre-quattro computer che uso come cavie da laboratorio e che continuo a riformattare e cambiare. Ora è indubbio che non mi interessa avere dei mostri di potenza dato che suddivido il carico e quindi io sono palesemente orientato verso computer "dirty cheap"=2E il problema è che spesso, anche il computer più economico è un po' troppo caro per i miei gusti.

Scrivevo poco fa di questo mercato. Sono tassativamente convinto che l'errore maggiore dei produttori di PC sia uno: investono! Spendono fior di dollari in ricerca per avere computer sempre più compatti e tecnologicamente avanzati, uniti però ad un basso costo. Nascono così progetti come il Cyrix Media Gx, un chip che integra quasi un PC completo. Ho dato un'occhiata in giro, non ci sono molti computer basati su questo componente e, quelli che ho visto, hanno tutti un prezzo intorno al milione di lire.

Perché, mi chiedo ora? Perché investire per ridurre i costi, invece di riutilizzare la tecnologia che già c'è ma che viene regolarmente fatta sparire dal mercato una volta che è uscito il nuovo modello?

Pensate forse, produttori di PC, che l'ultimo Cyrix Media GX sia obiettivamente molto più veloce del PC descritto sopra e che ho pagato esattamente la metà? Io opterei per il no, anzi, probabilmente il mio obsoleto Pentium II a 266 Mhz darà qualche lunghezza al giocattolo tecnologico di Cyrix.

Allora perché devo spendere 50.000 Lire in telefonate per riuscire a ricuperare dei prezzi introvabili, quando sarebbe così semplice lanciare sul mercato un PC a basso costo già assemblato e con una tecnologia collaudata, affidabile e di produzione economica?

Marketing, questo nemico

Il problema probabilmente è solo questo. Non si può spingere l'acceleratore in questo modo, facendo "scadere" la tecnologia prima del cartone di latte fresco che abbiamo in frigo, senza intontire il pubblico con una notevole dose di luoghi comuni spacciati per verità.

Nello stesso modo quindi, nessuno vi proporrà un PC realmente a basso costo per due motivi fondamentali:

  • Sarebbe un controsenso: non si può ovviamente spingere gli acquirenti a cambiare continuamente tecnologia e poi dar loro un computer a BASSO costo, basato su quello che già hanno visto un anno prima (e non qualcosa di nuovo come il Cyrix Media GX), dicendo che va benissimo per le loro esigenze
  • Nessuno lo vorrebbe: Il pubblico rifiuterebbe a priori l'offerta visto il condizionamento a cui è sottoposto quotidianamente.

Quindi, piuttosto, meglio dare in mano all'utilizzatore base un bel Web TV, con chip e architettura proprietari, e senza dire a nessuno che quel "coso" assomiglia terribilmente ad un PC e ne potrebbe svolgere la maggior parte del lavoro.

Questo probabilmente è un vero peccato dato che molti professionisti (ma anche molti studenti ed appassionati che si stanno formando ora) potrebbero trarre giovamento dalla facile reperibilità di computer affidabili a basso costo. Avremmo un'espansione delle home LAN (o almeno del mercato SOHO) e probabilmente un aumento delle persone con una conoscenza di integrazione di ambienti eterogenei, ovvero quello che ora ed in futuro, il mercato del lavoro continuerà a richiedere.

L'unica speranza, visto che il marketing è contro questo fenomeno, sarebbe trovare il "cimitero degli elefanti" ed attingere a piene mani... il problema è che non so dov'è!


Andrea Ghirardini è Collaboratore di BETA dal 1998; lavora come tester di nuove tecnologie e di sistemi di network e system management in Sodalia spa ed è raggiungibile su Internet tramite la redazione oppure all'indirizzo andrea@sodalia.it.

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