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editoriale

Internet e pedofilia a rischio strumentalizzazione

Si è fatto un gran parlare di Internet e pedofilia negli ultimi mesi, come dimostra anche la parziale raccolta di link che io e Leonardo Glisselss abbiamo esaminato nello speciale di Civtec (indirizzo http://www.beta.it/civtec/sp/pi-index.htm). La Eff (indirizzo http://www.eff.org), che in genere corre in riparo di qualsiasi sopruso nei riguardi della libertà di espressione, sta conducendo la sua battaglia contro la legge sulla pornografia (la seconda, perchè la precedente fu annullata dall'ondata di opinione) che il senato degli Stati Uniti vuole varare.

Prendendo spunto dalle recenti azioni della magistratura e dall'approvazione della legge anti-pedofilia da parte del Parlamento, si e' aperto anche in Italia il dibattito sul rapporto tra pedofilia, Internet, e giornalismo nostrano. Il 30 luglio 1998 è stata varata una legge che punisce severamente lo sfruttamento minorile alla prostituzione. La legge va oltre i normali canoni di punizione al pedofilo, ed entrano nel ciclone coloro i quali contribuiscano alla diffusione pubblica di informazioni su ragazzi e ragazze inferiori alla maggiore età, che detengono immagini pornografiche di minorenni o ancora che si scambiano messaggi e file sempre relativi allo sfruttamento sessuale minorile.
Ma soprattutto in Europa, e anche nel nostro Paese, aumentano e sono sempre più profonde e numerose le azioni della polizia contro le organizzazioni di pedofili, che, in un modo che lascia poco spazio alla fantasia, utilizzano Internet per la loro attività. Brevemente vale la pena di riportare alcuni titoli di queste azioni così come riportate da agenzie e giornali che abbiamo raccolto:

    Dall'ANSA:
  • PEDOFILIA: IN INTERNET, 43 ARRESTI IN NUOVA ZELANDA ED EUROPA (14.12.98)
  • PEDOFILIA: PRETE SI ALLEA CON HACKERS PER COLPIRE 'IN RETE' (13.11.98)
  • PEDOFILIA: INTERNET; MOLESTAVA FIGLIA 8 ANNI, ARRESTATO (14.10.98)

    Dal sito di Repubblica:

  • Arrestato il terzo uomo della "Italian connection" Il versante italiano dell'inchiesta sulla pedofilia ha identificato i vertici dell'organizzazione (3.9.98)
  • Scoperta la più grande rete mondiale di pedofili online (2.9.98)
  • La lotta contro i pedofili la facciamo da soli" Si inasprisce il braccio di ferro con l'associazione Markhoven che si rifiuta di consegnare alla polizia il materiale sulla rete criminale internazionale (20.7.98)
  • Allarme pedofilia, arresti e indagini in tutta Europa Sgominata una banda in Belgio: nove persone sotto inchiesta. 340 foto e filmini sequestrati (19.7.98)
  • Pedofili online, retata in Olanda La banda offriva i suoi video in tutto il mondo attraverso Internet ed e-mail (18.7.98)
  • Sgominata su Internet una rete di pedofili, Sei arresti a Roma: via email un traffico di foto pornografiche in tutto il mondo (24.3.98)
I testi di queste ed altre notizie sono leggibili a partire dallo speciale su Civtec il cui indirizzo è presente sopra. Ovviamente si tratta di una raccolta parziale, ma serve a rendere un po' l'idea e a motivare da una parte l'allarme della pubblica opinione che rimbalza, amplificato, sui mass-media, e dall'altra la presa di posizione di alcuni soggetti contrari alla censura indiscriminata.

Ma su quest'ultimo aspetto pende già un convegno, purtroppo, organizzato a Roma dal partito radicale, che ha visto tra i relatori e gli intervenuti esponenti del partito stesso, alcuni esponenti della sinistra, e alcuni professionisti del settore. Purtroppo, dicevo, per la pesante strumentalizzazione attuata dal partito stesso a supporto della sua linea ideologica, si evince chiaramente che il problema rischia di essere posto e affrontato male. Gli stessi relatori rischiano di essere inconsapevolmente strumentalizzati per una causa che sembra un bel po' lontana dalla libertà di espressione. Già dal sottotitolo, "Vecchie ossessioni e nuove crociate", si intuisce che le ossessioni sono quelle sessuali (e loro si che se intendono...) e le crociate quelle contro i pedofili. Leggendo tra gli atti, rispettivamente ci vediamo convincere di quanto buoni e innocenti siano i pedofili, quanto cattiva la legge (che dovrebbe proteggere i bambini) e quanto ingiuste siano le discriminazioni che si vogliono fare sui siti Internet. Sempre secondo gli atti, perchè invece non approfondire problemi "tenuti nascosti" come il sesso dei preti, che secondo le fonti beninformate dei radicali (notoriamente molto vicini alla gerarchia ecclesiastica) è un problema che parte molto svantaggiato rispetto alla pedofilia. Scommetto che non ve lo sareste mai detto! Porre l'attenzione sul sesso dei preti in un convegno sul dramma della pedofilia online fa soprattutto molto radicale (qui ci starebbe benissimo Ballarmini che lo dice alla sua maniera..).

Incidentalmente non ci interessa affatto e direi quindi di andare oltre.

La magistratura e le autorità competenti, dal canto loro, ravvedono un giro di interessi e scambi di materiale su Internet molto pericoloso e foriero di preoccupazione per i genitori con pargoli in navigazione. Le caramelle dallo sconosciuto diventano il sito Web del vicino telematico, con una serie di aggaravanti per la non fisicità del mezzo che induce a maggiore disinibizione. Se a ciò aggiungiamo che lo scambio di materiale tra pedofili aumenta rapidamente la libido e la proliferazione di questo fenomeno, vediamo che non solo le leggi sono necessarie e forse anche tardive (non ho scritto che quelle emanate siano giuste, comunque), ma che se qualcuno parla di pericolo di restrizione alla libertà di espressione, forse non ha figli che navigano o idee troppo chiare sul significato di "libertà". Più probabilmente, la vuole solo strumentalizzare per secondi fini e ideologie sue, che benchè possano essere giuste o sbagliate, esulano dal giurisdizionale e dalle responsabilità oggettive che la società deve prendersi nell'affrontare questi temi. Se il partito radicale tira la pedofilia dalla sua parte, in nome della liberazione sessuale e di posizioni storicamenti anticlericali (e se vogliamo antimorali, ma fortunatamente non sempre), dall'altra c'è chi tira dalla parte opposta, cercando in tutti i modi di utilizzare l'arma della pedofilia per censurare la Rete. Tra questi ci sono Governi, alcuni giudici (anche un po' lontani dalla realtà di Internet), e una percentuale di istituzioni che più o meno velatamente vorrebbero mettere le mani sul contenuto piuttosto che sul contenitore.

Ovviamente lascio al lettore avveduto la capacità di andare avanti su questo discorso. Non è strumentalizzando la pedofilia e facendola aderire a ideologie di sinistra, piuttosto che di destra, che si riduce il fenomeno - preoccupantemente in crescita - su Internet.

Si considera la pedofilia come il problema minore, e si pone davanti a tutto la libertà di espressione garantita sulla Rete. A mio avviso è un errore. Fermo restando che Internet è una libera espressione di pensiero come lo è la stampa, o qualsiasi altro mezzo trasmissivo usato dall'uomo, bisogna vedere se si può divulgare materiale che possa recare pericolo ai bambini. Perchè di questo si tratta. Vi sono migliaia di siti più o meno pornografici, ma a me non sembra la principale delle emergenze porre dei vincoli a questi siti. Viceversa, vi sono migliaia di siti che invitano i bambini a "ripensare" il loro rapporto con gli adulti, ovviamente in senso sessuale. In genere, dopo qualche pagina compaiono i riferimenti e gli indirizzi (telefonici, di altri siti, fisici, ecc.) per contattare adulti "che la pensano come te". Ecco a me sembra questa un'emergenza. Fanno male i giornalisti della carta stampata ad presentare una Internet tutta piena di pedofili e solo foriera di messaggi riprovevoli, ma fanno male anche coloro i quali si innalzano a paladini di libertà espressive che in questo caso hanno ben poca ragion d'essere.

Per concludere vorrei rispondere - virtualmente - a quel tale che scriveva in un forum online "A me non è mai capitato di trovare un sito di pedofili, è tutta una montatura" che non c'è bisogno di navigare molto. Basta andare alla pagina dei documenti del convegno dei Radicali per trovare un buon numero di link, stanno tutti scritti lì ben chiari, da "Lasciate che i bimbi.." dei Bambini di Satana a "Pedophile Liberation Front". Se per caso li avessero tolti, sono salvati sullo speciale di Civtec, li vada a visitare. E' illuminante.

Luciano Giustini
l.giustini@beta.it
(ha collaborato Leonardo Glisselss)


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