editoriale

Tecnica e sicurezza vs. Microsoft

Quando c'era MS-DOS Microsoft era una modesta compagnia con un piccolo budget e menti sveglie.

Quando è stato lanciato Windows, Microsoft ha cercato di farsi strada proponendo al grande pubblico l'interfaccia grafica per i PC. C'era già Macintosh, e l'idea originale delle icone e delle finestre era stata sviluppata da Xerox, a Palo Alto. Windows 1 e 2 ebbero mediocri fortune, MS-DOS continuò la sua strada indisturbato e i PC mormoravano tra alterne vicende le loro vocine.

Quando Microsoft ha presentato Windows 3.0 le sue quotazioni hanno iniziato a salire, e su molti PC si sarebbe vista, da quel momento, sempre più grafica a finestre e freccette, tale da diventare familiare, poi, all'annuncio di Windows 3.1, vera pietra miliare nella storia della casa di Seattle.

Windows 3.1 ha letteralmente conquistato il mercato consumer, prima con una certa calma, poi sempre più velocemente, fino a poco prima della metà degli anni '90 quando ormai poteva contare su un installato che sfiorava il 60%. Macintosh e altre interfacce grafiche invece erano rimaste fondamentalmente sui numeri del loro mercato d'origine.

Nel frattempo veniva lanciato Office come strumento di produttività personale, il quale inesorabilmente iniziava a percorrere la stessa strada del successo, e soprattutto di penetrazione nei computer con Windows.

A questo punto s'impone una pausa: siamo nel '95 e Microsoft è già diventata una grande compagnia, con un fatturato degno di ogni nota e con i suoi prodotti in posizione nettamente dominante nel mercato dei Personal Computer. Tutti sono contenti e tutti danno credito a Microsoft di migliorare e facilitare l'utilizzo del computer, dal professionista all'hobbista smanettone passando per la segretaria. La produzione contempla sia sistemi operativi (Windows, ma anche NT) sia applicativi, strumenti di sviluppo e catalogazione, intrattenimento e altri ancora.

Negli anni successivi Microsoft presenta Windows 95 per il pubblico che abbiamo appena accennato, dà una generale svegliata a Windows NT (versioni 3.5x) per il pubblico più esigente e contemporaneamente rinforza il fronte di guerra sugli applicativi, con la suite Office 95 e una pletora di prodotti mirati per molteplici esigenze. Il tutto concertato e organizzato con un efficientissimo impianto di marketing, tanto che la penetrazione dei prodotti targati MS raggiunge percentuali bulgare in poco tempo.

Attualmente la situazione software, ben nota a tutti, prevede Windows 95 B con miglioramenti (necessari) rispetto alla prima versione, Windows NT 4.0 che adotta l'interfaccia del suo fratello minore e Office 97 che sta già ripetendo e superando i record del predecessore, Internet Explorer 3 e poi entro l'anno 4.0, diversi strumenti di sviluppo visuale che coprono C++, Basic, Java, poi Windows NT Server facile da usare come Windows e potente come NT, la famiglia BackOffice a compendio, Internet Information Server per le funzioni Web e Intranet, Microsoft Money e "parenti" per l'Home Banking, e Windows CE per i computer palmari. Il rimanente mercato è lasciato agli altri concorrenti, che lottano per emergere o, più realisticamente, per non sopperire alla crescente preponderanza del colosso Microsoft.

Ho elencato, ben al di sotto delle reali quantità, la presenza di Microsoft nel solo mercato del software. Poi ci sono i diversi accordi strategici che Microsoft sta intessendo con varie aziende per iniziare la penetrazione anche in settori attigui, che la tecnologia renderà uniti con quelli dell'informatica. Poi ci sono gli interessi esterni come l'editoria, la formazione e la consulenza. Infine a coronamento di una tattica di gioco su più fronti e con molti mezzi, gli OEM, l'hardware, le forniture e l'accoppiata vincente con Intel, padrone dei microprocessori x86 (anche se tallonata sempre più insistentemente).

Tutto questo discorso porta a fare un paio di considerazioni. La prima, più vicina ai temi di BETA, riguarda il lato tecnico dell'enorme quantità di software che Microsoft produce. È noto a tutti che il codice di Microsoft non ha mai brillato per compattezza ed efficienza. Con Windows 95 si è potuto vedere come le difficoltà di garantire la compatibilità con il passato insieme allo sviluppo delle funzioni abbiano minato in molti casi la stabilità e l'oggettiva sicurezza del sistema. A ciò aggiungiamo alcune soluzioni di mediocre valenza tecnica, come l'interfaccia che utilizza la filosofia ad oggetti solo superificialmente o il file system ancora legato alla struttura FAT. Un discorso analogo, pur se rapportato all'utilizzo e al tipo di codice, si può fare per Office, che se da una parte migliora sempre più le sue funzionalità e permette un'ottima produttività a molti livelli, dall'altra impegna la macchina in modo considerevole mentre stabilisce nuovi standard logici e di formato, con il risultato di rendere rapidamente obsoleto il parco software & hardware e di porre seri problemi alla concorrenza che opera negli stessi comparti applicativi.

La seconda considerazione è conseguenza diretta della prima e si interfaccia col tipo di strategia che Microsoft pone nei riguardi del software che produce. In particolare ci interessano l'abbassamento del "valore tecnico" che l'enorme profilerazione di funzioni induce e che Microsoft non sembra riuscire a controllare (come vediamo dall'appesantimento continuo e dalla sempre più lunga gestazione delle versioni preliminari) e l'abbassamento della soglia di sicurezza, precedentemente verso i virus (per i quali Windows è sempre stato terreno fertile, mentre su altri sistemi operativi sono quasi inesistenti) e ora verso Internet. Basti citare la tecnologia ActiveX, i cui problemi nel garantire l'inviolabilità dei dati e del sistema operativo stesso sono dettagliatamente esposti sulla maggior parte delle riviste di settore.

Al di là delle strategie di Microsoft, opinabili quanto si vuole ma che ora non ci interessa approfondire, rimane quindi il dilemma sul tipo di software che stiamo usando e che useremo, sempre più complesso e, come abbiamo visto, sempre più targato Microsoft. Auspicando che il suo valore tecnico e di sicurezza inverta la tendenza al ribasso che finora ha mostrato, restiamo in attesa di vederne i prossimi sviluppi, mentre con un occhio guardiamo sempre con più interesse la tecnologia Java, di cui parliamo proprio in questo numero per uno dei suoi primi frutti più appetibili, la suite multipiattaforma di Corel.

Luciano Giustini
l.giustini@beta.it

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