Rubrica Sicurezza e Salute

Salviamoci la pelle!

Come sopravvivere ad un computer

In questo articolo niente programmi, solo un po' di informazioni che dovrebbero tenere presente tutti coloro che passano buona parte della loro giornata appiccicati come ramarri ai loro monitor... tutti quelli come me, insomma.

di Francesco Sileno

Forse qualcuno di voi avrà già avuto il dubbio che stare troppe ore davanti ad un monitor può avere qualche effetto collaterale... bene, rimuovete ogni dubbio: è una certezza.

Alcuni studi si sono occupati di verificare quali sono i principali disturbi causati non solo dalle apparecchiature in se, ma dallo scorretto uso che se ne fa: pare proprio che le tanto temute radiazioni e campi elettromagnetici siano solo una piccola cosa di cui preoccuparsi, quando si lavora davanti ad un pc.

Queste le principali categorie di disturbi:

Disturbi oculo-visivi
Bruciore, lacrimazione, ammiccamento frequente, fastidio alla luce, stanchezza alla lettura, visione sdoppiata, ovvero la sindrome da fatica visiva, o astenopia.
Varie le cause:
eccesso o insufficenza di illuminazione
Il problema nasce dal contrasto che lo schermo viene ad avere con il resto dell'ambiente. Differenze elevate sono affaticanti per l'occhio.
riflessi su superfici lucide
Mi pare ovvio che un riflesso non possa che dare fastidio!
E non sono solo gli specchi a riflettere: anche un armadio o una parete sono in grado di generare effetti fastidiosi sul vostro schermo.
luce diretta sugli occhi o su schermo
Se vi puntano un faro in faccia, come sta perversamente facendo ora mia sorella con il pretesto di studiare, o se lo puntano sul vostro monitor, quello che si ottiene è abbagliamento.
superfici di colore estremo (nero-bianco)
Passare lo sguardo dal monitor a fondo nero ad un foglio bianco, come sto facendo io ora con i miei appunti, causa un piccolo shock alla retina, e perdurando sforzate l'occhio... avete presente quando in piena notte vi sparano un flash da 100 Watt negli occhi? Fa male, no?
scarsa definizione del monitor
Già davanti ad un monitor l'occhio fa un lavoraccio per mettere a fuoco, figuriamoci poi se i caratteri sono pure sfuocati...
visione ravvicinata e prolungata nel tempo
Come detto sopra, l'occhio fa un gran lavoraccio per mettere a fuoco uno schermo, questo lo sanno pure i giovani teledipendenti che si cuccano 8 ore di cartoni al giorno. Se poi state vicini al monitor, un metro o meno, vi ritroverete degli occhi con dei muscolacci da Terminator!
difetti visivi mal coretti
Chi già vede male, deve aver cura di correggere il meglio possibile i suoi difetti per evitare uno sforzo ulteriore agli occhi. Vedete un po' cosa vi può capitare:

Disturbo Sintomo Effetto
Miopia Non mette a fuoco oggetti lontani Si tende ad inclinare il busto in avanti
Ipermetropia Non mette a fuoco oggetti vicini Si tende ad inclinare il busto indietro
Astigmatismo Un punto luminoso appare come una macchia Cefalee
Presbiopia Difficoltà di messa a fuoco Stanchezza occhi, dolori quasi muscolari

E non solo! Esistono anche disturbi oculo-motori, per cui con il passare del tempo la capacità di 'mirare' e mettere a fuoco si riduce...

Disturbi muscolo-scheletrici
Senso di peso o fastidio, dolore, intorpidimento, rigidità. Una posizione di lavoro inadeguata, oppure fissa e per tempi prolungati, è la causa. Inoltre tenendo posizioni fisse per lungo tempo, il disco intervertebrale invecchia precocemente: il famoso colpo della strega?
Disturbi da emissioni
Non solo le radiazioni, ma anche le vibrazioni meccaniche o le emissioni/accumuli di particelle nocive.
Avete notato come lo schermo di un monitor sia la prima cosa a impolverarsi, specie se il monitor è piuttosto vecchio? Le cariche elettrostatiche che si vengono a creare al momento dell'accensione, ma anche durante l'uso, sono una riproduzione in scala dell'esperimento della penna strusciata su un maglione che attira i pezzetti di carta.
Per non parlare della polvere che si accumula all'interno dei cabinet e dei monitor, delle particelle di inchiostro e altro che escono dalla stampante, etc...
Disturbi psicologici
Ovvero quando vi ritrovate davanti ad un pc senza che riusciate piu' a combinare nulla. Effetti: mal di testa, tensione nervosa, irritabilità. stanchezza eccessiva, insonnia, ansia, depressione e per finire digestione difficile. Alcuni segnali di stress incipente li potete avere se notate un numero eccessivo di errori, difficoltà di concentrazione o un nascere di movimenti incongrui (i tic).
La monotonia del lavoro, troppe cose da fare e magari tutte insieme, o il non rispetto delle pause... ricordate, linux è veloce, multitask e non si ferma mai, voi no!
Recentemente in Italia è uscito un decreto legislativo riguardante la sicurezza dell'ambiente di lavoro, ed in questo decreto trova posto una sezione dedicata alle specifiche che deve avere una postazione di lavoro con videoterminale. Analizzerò ora l'allegato che ci riguarda, provando a cavare fuori qualche consiglio che potrebbe esserci utile anche nell'intimità di casa nostra.


La legge

Il decreto è il Decreto Legislativo N. 626 del 12 Settembre 1994, noi ci ocupiamo dell'allegato VII dell'articolo 56.
ALLEGATO 7

Prescrizioni minime

Osservazione preliminare

Gli obblighi previsti dal presente allegato si applicano al fine di
realizzare gli obiettivi del titolo VI e qualora gli elementi esistano sul
posto di lavoro e non contrastino con le esigenze o caratteristiche
intrinseche della mansione.
Un po' di contorsioni burocratiche...
1. Attrezzature

a) Osservazione generale.

L'utilizzazione in sè dell'attrezzatura non deve essere fonte di rischio per
i lavoratori.
Un pizzico di genialità...
b) Schermo.

I caratteri sullo schermo devono avere una buona definizione e una forma
chiara, una grandezza sufficiente e vi deve essere uno spazio adeguato tra i
caratteri e le linee.

L'immagine sullo schermo deve essere stabile; esente da sfarfallamento o da
altre forme d'instabilità.

La brillanza e/o il contrasto tra i caratteri e lo sfondo dello schermo
devono essere facilmente regolabili da parte dell'utilizzatore del
videoterminale e facilmente adattabili alle condizioni ambientali.

Lo schermo deve essere orientabile ed inclinabile liberamente e facilmente
per adeguarsi alle esigenze dell'utilizzatore.

E' possibile utilizzare un sostegno separato per lo schermo o un piano
regolabile.

Lo schermo non deve avere riflessi e riverberi che possano causare molestia
all'utilizzatore.
Lo standard attuale dei monitor per le frequenze di refresh è di 72Hz, ma esistono ormai monitor in grado di reggere frequenza piu' elevate (oltre i 100Hz). Piu' è alta la frequenza, minore lo sfarfallio apprezzabile (se penso che il mio lavora anche a 56Hz...). Poi ci sono altri tipi di disturbo che possono apparire, come il jetter (immagine che saltella) e swim (onde ritmiche - come quando mia madre accende la lavatrice, che è esattamente dietro il monitor - parete divisoria a parte).

La normale rappresentazione di uno schermo in modo testo, caratteri chiari su sfondo scuro, detta negativa, è ovviamente quella peggiore. Si ha infatti una maggiore esposizione ai riflessi, oltre ad un aumento di contrasto con l'ambiente (chiariremo dopo). Quindi si ricorre ad una rappresentazione positiva, caratteri scuri su sfondo chiaro. Se usate linux, potete farvi un idea dando un

setterm -foreground black -background white -store ; clear
lo sto usando per scrivere questo articolo e posso garantire che qualcosa migliora.

Se potete scegliere il tipo di font da usare (certo, anche in modo testo), prendetene uno che faccia una netta distinzione tra caratteri simili, come 8 e B, 0 e O, U e V. Se vi state chiedendo perchè ho usato tre coppie di caratteri uguali, dovete cambiare font.

Per i riflessi, oltre a quanto vedremo in seguito, potete adottare diversi tipi di filtri (antiriflesso - polarizzati - spray - micromesh) che però in genere sono molto sensibili allo sporco e riducono la luminosità dello schermo, a volte anche la nitidezza (schermi irruviditi).
A proposito: saprete che ormai tutti gli schermi sono trattati anti-riflesso, di certo... ma forse non sapete che pulendo questi schermi con solventi anche non troppo forti, come alcool, o peggio con atrocità modello vetril, rischiate di rimuovere il trattamento. Se beccate vostra madre con uno straccio davanti al vostro monitor, non esitate ad intervenire!

c) Tastiera.

La tastiera dev'essere inclinabile e dissociata dallo schermo per consentire
al lavoratore di assumere una posizione confortevole e tale da non provocare
l'affaticamento delle braccia o delle mani.

Lo spazio davanti alla tastiera dev'essere sufficiente onde consentire un
appoggio per le mani e le braccia dell'utilizzatore.

La tastiera deve avere una superficie opaca onde evitare i riflessi.

La disposizione della tastiera e le caratteristiche dei tasti devono tendere
ad agevolare l'uso della tastiera stessa.

I simboli dei tasti devono presentare sufficiente contrasto ed essere
leggibili dalla normale posizione di lavoro.
Riguardo la posizione delle mani: l'angolo tra braccio e avambraccio deve essere compreso tra 70 e 90 gradi; si deve evitare uno sforzo dei polsi, mantenendo un rotazione massima di 10 gradi.

La tastiera deve avere un inclinazione di 10-15 gradi, ed è consigliata una distanza di almeno 16 centimetri tra la fila mediana di tasti e il bordo della scrivania, sopratutto se non ha il poggia polso (che deve essere ben fissato, non una di quelle schifezze che come sposti la tastiera si stacca); i tasti devono essere azionabili con uno sforzo di battitura minimo e costante: non dovete stare a ricordarvi se il tasto che vi tocca premere è scassato e dovete prenderlo a pedate, oppure è ipersensibile e se lo tenete giu' per piu' di un decimo di secondo vi spara fuori 300 ripetizioni... sarebbe decisamente stressante. Come dimostrazione, la mia tastiera ha la 'Q' e lo '0' praticamente in coma (proprio ora è morto il cursore destro), e non è un caso se sto diventanto particolarmente nervoso ultimamente... certo, se evitate di prenderla a pugni quando vi fanno fuori a Quake o DooM, magari non vi succede troppo spesso.

E poi arriva Microsoft.
Ovviamente la tastiera ergonomica non l'ha inventata lei. Le vere tastiere ergonomiche sono completamente snodabili, o addirittura in due pezzi separabili, per poter trovare veramente la posizione migliore. E inoltre non hanno quei fastidiosi ed inutili tasti per Windows 95, molto stressanti per i sopra citati Quake e DooM.

d) Piano di lavoro.

Il piano di lavoro deve avere una superficie poco riflettente, essere di
dimensioni sufficienti e permettere una disposizione flessibile dello
schermo, della tastiera, dei documenti e del materiale accessorio.

Il supporto per i documenti deve essere stabile e regolabile e deve essere
collocato in modo tale da ridurre al massimo i movimenti fastidiosi della
testa e degli occhi.

E' necessario uno spazio sufficiente che permetta ai lavoratori una posizione
comoda.
Evitate fili e cavi volanti, sopra o sotto il vostro piano. Se possibile, piazzateli sul retro, magari in una canalina apposita. Non è salutare inciampare in un cavo volante fratturandosi una gamba, o peggio ancora demolendo il vostro nuovo PPRO-200.

Tra le varie misure, quella significativa è l'altezza, compresa tra 60 e 80 centimetri, meglio se regolabile.

Ah, riflessione personale: evitate le scrivanie coi cassetti disposti in orizzontale lungo il profilo anteriore: preferite quelle con cassetti messi a lato, o eventualmente senza cassetti per niente. E' molto scocciante doversi spostare ogni volta che se ne deve aprire uno.

Se dovete copiare documenti, è indispensabile un leggio, ed è importante che sia alla stessa distanza dello schermo, per non affaticare il 'sistema' di messa a fuoco dell'occhio.

e) Sedile di lavoro.

Il sedile di lavoro dev'essere stabile, permettere all'utilizzatore una
certa libertà di movimento ed una posizione comoda.

I sedili debbono avere altezza regolabile.

Il loro schienale deve essere regolabile in altezza e in inclinazione.

Un poggiapiedi sarà messo a disposizione di coloro che lo desiderino.
L'altezza deve essere di 38 - 50 centimetri, secondo la scrivania e in modo da poter tenere le gambe piegate a 90 gradi. Lo schienale deve poter essere inclinato tra 90 e 120 gradi e regolabile in altezza se si tratta di solo supporto lombare, e badate che se viene chiamato così è perchè quello che deve reggere sono i vostri lombi, non le vostre scapole.

Le sedie con braccioli lunghi si sono rivelate inadeguate per il lavoro al terminale, probabilmente sono di impiccio... ad ogni modo costano un bel po' di piu' di quelle normali, quindi il problema non si pone, da queste parti.

I piedi sono da tenere ben poggiati per terra o sul poggiapiedi, quest'ultimo non deve scivolare sul pavimento.

L'altezza della sedia, inoltre, deve essere tale per cui gli occhi si trovino in linea col bordo superiore del monitor, o poco piu' sopra. Questo vi permetterà di spostare solo lo sguardo, non tutta la testa, quando dovrete guardare la tastiera o altri oggetti sulla scrivania, e potrete guardare il monitor dall'alto verso il basso, che oltre a ridare le giuste proporzioni sul rapporto uomo-macchina, vi affatica di meno gli occhi (almeno a me risulta piu' 'riposante' guardare verso il basso che non verso l'alto).

La posizione fisiologicamente corretta da assumere non è quella con tronco eretto, come molti pensano. In effetti una posizione leggermente inclinata all'indietro alleggerisce il lavoro dei muscoli dorsali.

Infine, un interessante tabella sull'incidenza di dolori dovuti alla posizione assunta nei due principali modi di uso di un terminale:

Localizzazione Immissione Dati Dialogo
Nuca 52% 36%
Spalla sx 21% 23%
Spalla dx 32% 17%
Dorso 41% 17%
Lombi 56% 36%

Dove con Immissione Dati si intende la necessità di copiare informazioni da fonti come fogli o testi; con Dialogo la situazione in cui sia ha un interazione solo con monitor e tastiera.

2. Ambiente

a) Spazio

Il posto di lavoro deve essere ben dimensionato e allestito in modo che vi
sia spazio sufficiente per permettere cambiamenti di posizione e di
movimenti operativi.
E' deprimente che ci debba essere una legge a spiegare queste cose elementari.
b) Illuminazione

L'illuminazione generale ovvero l'illuminazione specifica (lampade da
tavolo) devono garantire un'illuminazione sufficiente e un contrasto
appropriato tra lo, schermo e l'ambiente, tenuto conto delle caratteristiche
del lavoro e delle esigenze visive dell'utilizzatore.

Fastidiosi abbagliamenti e riflessi sullo schermo o su altre attrezzature
devono essere evitati strutturando l'arredamento del locale e del posto di
lavoro in funzione dell'ubicazione delle fonti di luce artificiale e delle
loro caratteristiche tecniche.

c) Riflessi e abbagliamenti

I posti di lavoro devono essere sistemati in modo che le fonti luminose
quali le finestre e le altre aperture, le pareti trasparenti o traslucide,
nonchè le attrezzature e le pareti di colore chiaro non producano riflessi
sullo schermo.

Le finestre devono essere munite di un opportuno dispositivo di copertura
regolabile per attenuare la luce diurna che illumina il posto di lavoro.
Questo è un punto molto importante!
La luce naturale può essere insufficente, ma peggio ancora può essere variabile... quindi l'illuminazione artificiale deve garantire un illuminazione costante e un corretto contrasto nel campo visivo (il monitor non deve essere troppo luminoso rispetto al resto della scrivania, per intenderci).

La luminosità ideale si aggira tra i 300 (uso prevalente di schermo) e i 500 lux (copiatura da testi). Se avete un amico fotografo magari potete controllare. Comunque, se vi dovete avvicinare per vedere cosa c'è scritto su un foglio, e aveta già su gli occhiali, allora sicuramente la luce è troppo bassa; se la luminosità è eccessiva, diminuisce il contrasto dei caratteri su schermo e vi ritroverete a smanettare come folli con le rotelline di contrasto/luminanza.

Mettete delle tendine a lamelle verticali e dotate le finestre di veneziane se potete, fate in modo che le finestre siano ortogonali al vostro monitor: non davanti o dietro, ma di lato, parallele al vostro sguardo. Se vi trovate con la finestra alle vostre spalle, rischiate di avere dei riflessi sul monitor, difficilmente eliminabili a meno di esotiche contorsioni; se l'avete davanti potreste abbagliarvi, e comunque avreste dei problemi con il contrasto tra monitor/ambiente.

Per le lamapade, sono consigliate quelle fluorescenti di colore bianco, a tonalità calda, e usatele sempre con delle plafoniere antiabbagliamento, quelle dotate di griglie o lamette poste davanti alle lampade. Le classiche lampade da scrivania con il bulbo ad incandescenza sono fatte apposta per arricchire gli ottici. In particolare sono SCONSIGLIATE:

  • lampade fluorescenti non schermate
  • lampade a griglia posizionate a croce
  • lampade con riflettore e ad irraggiamento libero
  • lampade a incandescenza a irraggiamento libero

Anche l'orientamento del monitor può aiutarvi ad eliminare dei riflessi: potete provare ad alzare la sedia per portare il vostro sguardo al di sopra del bordo superiore per portare l'area di visione al di fuori dei raggi riflessi. Oppure inclinare lo schermo verso il basso, modificando l'angolo di incidenza degli stessi riflessi.

Visto che abbiamo accennato piu' volte al contrasto tra schermo e ambiente: misurando la luminanza di un oggetto in cd/mq, si considerano ottimali i seguenti rapporti:

	schermo - foglio 	1:3
	schermo - tavolo	1:5
	schermo	- sfondo 	1:15
questo vuol dire che, ad esempio, la sfondo deve avere una luminosità 15 volte maggiore dello schermo, non di piu'... l'amico fotografo di prima probabilmente può tornarvi ancora utile.
d) Rumore

Il rumore emesso dalle attrezzature appartenenti al/ai posto/i di lavoro
deve essere preso in considerazione al momento della sistemazione del posto,
in particolare al fine di non perturbare l'attenzione e la comunicazione
verbale.
Massimo 55dB, in particolar modo le stampanti. Ormai le getto di inchiostro hanno la meglio, ma la mia LQ100 fa ancora un discreto casino.

Anche un telefono che squilla troppo spesso, o delle persone che chiacchierano, possono produrre fastidio e causare stress.

e) Calore

Le attrezzature appartenenti al/ai posto/i di lavoro non devono produrre un
eccesso di calore che possa essere fonte di disturbo per i lavoratori.
Questo l'hanno deciso dopo aver installato un paio dei primi Pentium a 60Mhz <grin>.

Controllate i monitor, che possono scaldare piu' di quanto voi pensiate.
Fate attenzione alle lampade: anche quelle scaldano.
Fate in modo che passi aria la dove fa piu' caldo, sia per non farvi la sauna, sia per non far fondere il pc.
Controllate che la ventilazione, in ogni caso necessaria, non superi gli 0.2 metri/secondo, non sia aria secca e venga ricambiata.

f) Radiazioni

Tutte le radiazioni, eccezion fatta per la parte visibile dello spettro
elettromagnetico, devono essere ridotte a livelli trascurabili dal punto di
vista della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori
Ci sono diversi tipi di radiazioni ed emissioni che un monitor può elargire, e in effetti quando si parla di questo problema si pensa subito a loro.

Quelle che preoccuparono inizialmente erano legate ai raggi X presenti all'interno del tubo, ma il vetro del tubo stesso le ferma praticamente tutte. Anzi, i monitor hanno un emissione di radiazioni X inferiore a quella di uno schermo televisivo: motivo in piu' per passare le ore davanti al PC invece che davanti alla TV!

Per i campi elettromagnetici il rischio c'è, dovuto piu' che altro al tempo di permanenza che non alla quantità. Per prevenire disastrosi effetti collaterali come tumori o mutazioni genetiche, sono state formulate delle raccomandazioni che sarebbe bene i monitor rispettassero. La piu' famosa è sicuramente la MPR-II della SWEDAC, che da una misura massima per il campo elettrico, il campo magnetico e il potenziale elettrostatico. Piu' recente la TCO'92, che per gli stessi campi restringe i limiti.
Ora c'è anche una TCO'95, che prende in considerazione anche l'unità centrale e tastiera e introduce ulteriori criteri quali l'ergonomicità, l'efficenza e l'inquinamento abmientale. Interessante notare che non vengono forniti criteri per valutare un mouse, in quanto non si è ancora in grado di definire come deve essere fatto un mouse per essere ergonomico. Chissà cosa staranno pensando da quelle parti dei nuovi mouse Microsoft, dotati non solo di pulsanti ma anche di rotelle (si prevedono versioni future con levette e pedali)...

Ecco qui un tabellina che confronta la MPR-II e la TCO'92:

MPR-II TCO'92
Campi elettromagnetici
Distanza di misura 50 cm 30 cm
Campo elettrico alternato:
Banda I (5Hz - 2kHz) 25 V/m 10 V/m
Banda II (2kHz - 400 kHz) 2.5 V/m 1 V/m
Campo magnetico:
Banda I (5Hz - 2kHz) 250 nT 200 nT
Banda II (2kHz - 400 kHz) 25 nT 25 nT (a 50 cm)
Potenziale elettrostatico
(10 cm di fronte il centro dell schermo)
<= 500 V <= 500 V

Ci sono poi ulteriori norme, come la ISO 9241 e la IEC 950, che sorvoliamo.
In ogni caso fate fare dei controlli periodici, sopratutto se usate un vetusto Hercules. Per il mio ormai, un SVGA di 4-5 anni, ci vuole un contatore Geiger.

Vi sono casi di patologie cutanee alle parti esposte (viso-mani) dovute proprio alle radiazioni emesse dai monitor.

Qualche tempo fa, su FidoNet Italia - area HAM.ITA - apparve un messaggio proveniente a sua volta dalla rete packet radioamatoriale, narrante di un certo cactus in grado di assorbire radiazioni elettromagnetiche. Ve lo riporto in fondo all'articolo. Tralasciando la pessima traduzione (non è opera mia, altrimenti sarebbe stata molto peggio), prendetelo con le molle: ricerche in internet non hanno portato a nessun riscontro, a parte la conferma dell'esistenza di quel tipo di cactus: potrebbe essere uno scherzo ('bidone'), come potrebbe benissimo essere che io non so ancora usare internet.
[Cactus Mangia Radiazioni]

g) Umidità

Si deve fare in modo di ottenere e mantenere un'umidità soddisfacente.
Il 40-60% di umidità relativa, per l'esattezza. Quando vedete della condensa formarsi sul vostro monitor, o le piantine da scrivania sbriciolarsi, è ora di andare a controllare il condizionatore.
3. Interfaccia elaboratore/uomo

All'atto dell'elaborazione, della scelta, dell'acquisto del software, o
allorchè questo viene modificato, come anche nel definire le mansioni che
implicano l'utilizzazione di unità videoterminali, il datore di lavoro
terrà conto dei seguenti fattori:

a) il software deve essere adeguato alla mansione da svolgere;

b) il software dev'essere di facile uso e, se del caso, adattabile al
livello di conoscenza e di esperienza dell'utilizzatore; nessun dispositivo
o controllo quantitativo o qualitativo può essere utilizzato all'insaputa
dei lavoratori;

c) i sistemi debbono fornire ai lavoratori delle indicazione sul loro
svolgimento;

d) i sistemi devono fornire l'informazione di un formato e a un ritmo
adeguato agli operatori;

e) i principi dell'ergonomia devono essere applicati in particolare
all'elaborazione dell'informazione da parte dell'uomo.
Qui andiamo un po' sul filosofico, essenzialmente, i parametri per valutare il software sono:
  • adattabilità ai compiti concreti
  • manovrabilità
  • conformità alle aspettative
  • resistenza agli errori
  • capacità autoesplicative
Come ulteriore conferma per i vistri sospetti, notate che messuno di questi punti riporta che "il software deve avere il bottone di START".

In giro per internet trovate parecchi siti di centri che si occupano dell'ergonomia relativamente all'interfacciamento uomo-software, se è questo il vostro problema.


Facciamo pausa

Per quanto detto fin ora, una permanenza prolungata davanti ad un terminale causa svariati problemi, quindi è bene prevedere delle pause. La legge prevede, per chi passa almeno 4 ore al giorno davanti un videoterminale, delle pause di 15 minuti ogni 2 ore.

Ci sono però altre cosette che si possono fare:

  • socchiudere le palpebre per 1-2 minuti, quando possibile
  • ogni tanto seguire con lo sguardo il perimetro del soffitto
  • ogni tanto rivolgere lo sguardo ad oggetti lontani oltre 6 metri
  • alternare il piu' possibile periodi di lavoro al terminale con altre attività, anche per pochi minuti, in modo da sgranchirvi un po' le ossa
  • nelle pause, è inutile guardare la TV o leggere: continuereste ad affaticare gli occhi!

Esistono anche degli esercizi da fare, a partire dal semplice stretching che potete praticare in sede di lavoro, per finire con veri e propri esercizi da fare in palestra.
Avrei tanto voluto includere alcuni disegni al riguardo... ma temo proprio che anche per sia giunto il momento di scollarmi da questo monitor...
riposatamente,
Cthulhu


Il Cactus Mangia Radiazioni

   Il Cereus Peruvianus, cactus del centro e sud America, ha dimostrato nei
deserti messicani di crescere fino a 15 metri dal suolo, questi cactus
vengono anche chiamati "reti di Hartmann". Queste pareti di vegetali che
nascono dalla terra, si sono dimostrate valide per ristabilire le
alterazioni provocate da contaminazio elettromagnetica nell'ambiente.
   
   L'inquinamento elettromagnetico come la radioattività, ha un
inconveniente, e cioè non si può apprezzare con i nostri sensi, neanche
con forti dosi, visto che non ha odore, è materialmente impalpabile, non si
sente e non ha sapore. E' senza dubbio nociva. Sono tanto pericolose le
frequenze basse come quelle alte, quelle di alta intensità come quelle di
bassa, le microonde come le hiperfrequenze.

   Siamo tutti i giorni immersi in un vertiginoso vortice di onde e di parti
celle che ci penetrano ogni istante. Daniel Depris, presidente europeo di
AURORE (Associazione per l'uso Razionale delle onde elettromagnetiche),
nella sua pubblicazione "Quelle onde che un giorno ci uccideranno", segnala
i pericoli che possono derivare da una esposizione regolare o permanente
alle radiazioni hertziane.

   Come risultato delle ricerche compiute da detta associazione e le
conclusioni di numerosi esperti, cominciando da quelli dell'OMS
(Organizazzione Mondiale della Salute), Depris ha segnalato le perturbazioni
e sintomi che derivano dalla sindrome delle frequenze radioelettriche e le
hiperfrequenze.

         Queste sono le principali alterazioni che producono:

         Cefalea (dolori di testa)
         Irascibilità e perturbazioni del comportamento
         (sopra tutto l'agressività)
         Alterazione del siero
         Astenia (perdita di vitalità)
         Diminuzione dell'attività sessuale
         Perdita di appetito
         Alterazioni  cardiovascolari
         Dolori al torace
         Alterazione del ciclo mestruale nella donna 
         Bruciature della pelle 
         Opacità del cristallino, lesioni della retina e  
         alterazione della cornea
         Lesione dei testicoli, alterazione degli spermatozooi
         Alterazioni endocrine 
         Alterazione del sistema sanguineo 
         Aumento del rischio di leucemia 
         Aberrazioni cromosomatiche
         Alterazione dei meccanismi cellulari e infracellulari
         Comparsa delle anomalie del livello dell'ADN
         Aborti e malformazioni durante la gestazione

         
   Alcune di queste anomalie, compaiono solo in casi si esposizione  a campi
intensi; ma altre, per il contrario, possono essere provocate da
installazioni di bassa e incluso di bassissima potenza.

   In un seminario sulla GEOBIOLOGIA (scienza dall'habitat che studia
l'influenza che esercita il terreno nel luogo dove vive l'uomo, l'animale o
la pianta), questo si è svolto nel sud della Francia, Blanche Mertz,
presidente dell'istituto di investigazioni di Geobiologia di Chardonne
(Svizzera), ha esposto quanto segue:

   Si parla molto poco dell'inquinamento elettromagnetico, ma senz'altro
questo problema esiste, e ogni giorno di piu'. Molte persone lavorano di
fronte al monitor di un computer, o si mettono vicino al proprio televisore,
o i radiamatori chiusi nella propria stanza piena di apparati
ricetrasmittenti; queste persone sono sempre stanche, perdono le forze e il
sonno. Fino ad oggi gli apparechi di neutralizazzione sofisticati non sono
stati capaci di proteggere l'essere umano da queste radiazioni.

   Sembra che la natura abbia dato all'uomo, con molta semplicità,
l'incredi- bile facoltà di ristabilire l'ambiente normale di una abitazione
alterata da emissioni elettromagnetiche.

   Si tratta del cactus CEREUS PERUVIANUS, del centro e del sud America, che
si dovrà mettere prossimo ai monitors. Non è necessario collocare un gran
cactus candelabro; soltanto un piccolo cactus di circa 40 Cm di altezza e di
6 faccie che risultano sufficienti (quando ha 5 faccie il risultato si
riduce del 25%). Tutto viene ricoperto da una cappa bluastra cerulea). Nel
centro di investigazione sperimentale -e concrettamente nella borsa di New
York- gli impiegati che lavorano in questo ambiente di videoterminali di
computers e che accusano dolori di testa e grande stanchezza, sono tornati
ad avere l'equilibrio fisico e psichico. Si sono effettuate diverse misure
biofisiche che confermano l'effetto benevole di questo cactus. La misura
effettuata con il biometro de Bovis (Fisico francese che ha formulato le
misure in Amstrons, una lunghezza d'onda di diecimilionesimi di millimetro),
ci rivela che quando per esempio in un locale c'è una vibrazione di 8.000
unità di Bovis, appena si accente il televisore o il monitor di un
computer, il valore scende di 3.000 unità, il che vuol dire una perdita di
energia. (La vibrazione normale di una persona è di 6.500 unità di Bovis).

   La collocazione di questo cactus ristabilisce l'equilibrio a 8.000 unità
di Bovis.

   Un altro test riprodotto, è il GEORITMOGRAMMA (prova che dimostra il
"bombardamento" elettromagnetico su una cellula sanguinea, questo è il test
realizzato dal Dr. ASCHOFF di WUPPERTAL e dal professore DE AMBROSIO
dell'università di Napoli). Le misure di resistività cutanea si effettuano
sulla persona con l'aiuto di due elettrodi connessi ad un ohmetro. questo
metodo lo utilizza il Dr. LOTZ nell'istituto universitario di Biberach ed è
stato realizzato dal Dr. HARTMANN in Eberbach (Germania).

   Il fatto di mettere un Cereus Peruvianus vicino allo schermo (di televi-
sione o computer), o nelle prossimità di qualsiasi apparecchio elettrico, o
emitente di onde hertziane, è il modo piu' semplice per proteggere la
salute ed attenuare la nocività di qualche prodotto della tecnologia.

   Dato che è la natura chi lo produce, il cactus in questione richiede che
venga alimentato giornalmente nel periodo estivo, e sporadicamente durante
il periodo invernale magari approfittando delle giornate piu' belle. Di
questo modo farà una riserva d'acqua e nient'altro di piu'.

                                 '73 de Nestor
                                 LU6AUM

NB-...e quando mia moglie ha letto che stare vicino ad apparati ricetrasmit-
tenti si ha una diminuzione dell'attività sessuale; mi ha puntato un dito e
mi ha detto...comprati subito il cactus...naturalmente ho fatto quanto mi ha
detto, ma tutto segue nello stesso modo... (Sarà l'RF la mia...) hi, hi, hi//

               +--------------------------------------------+
               + _____    _   _ _____ _____ _   _ __ ______ +
               +____ _    _   _ _____ _____ _   _ _ _ _ ____+
               + ________ _____ _____ _   _ _____ _   _____ +
               +    * NESTOR * REP. ARGENTINA * GF05SJ *    +
               +    * CC 25  CP 1417 * CAPITAL FEDERAL *    +
               +    * MAIL: LU6AUM@LU4AMZ-CF-BA-ARG-SOAM    +
               +ACTIVE STATION IN:SSTV-RTTY-PKT-SATELLITE-FAX

Messaggio tradotto, per quanto possibile, da Mauricio IW3HBX.


Bibliografia:

Copyright © 1996 BETA. Tutti i diritti riservati.


Principale Sommario Internet ID Informazioni Redazione Browser